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La Voce dei Berici

09/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 ⚠️
Ci sono un leone imperioso e un cervo di proporzioni ciclopiche. Un gufo dall'imponente apertura alare, un enorme cavallo rampante che si impenna sugli zoccoli posteriori. Un'ape e un'aquila, un airone e una lupa. Ci sono anche animali fantastici: un grifone, un basilisco e, naturalmente, un drago, quest'ultimo ricostruito. Il minimo comune denominatore di tutti questi animali è la tempesta Vaia, il devastante evento meteorologico che nell'ottobre 2018 abbatté intere foreste del Triveneto e non solo, e lo scultore vicentino Marco Martalar, originario di Roana. È lui l'autore di tutte queste opere e, con una fauna così ricca, non poteva mancare un Nido: l'ultima creazione, realizzata anch'essa con il legno degli alberi abbattuti da Vaia, è visitabile nel bosco che circonda il piccolo borgo di Pedemonte, in Alta Valdastico. Martalar, che cosa rappresenta questa nuova creazione? «Non è un'opera figurativa: in questo caso è concettuale e astratta. Con questa sfera l'intenzione è rappresentare la natura stessa, capace di essere presente anche nei luoghi più nascosti. Il nido richiama quelli che la natura sa creare in posti fuori dal comune. Infatti si trova a circa tre chilometri dal paese di Pedemonte: per raggiungerlo bisogna percorrere un sentiero naturalistico che attraversa anche alcune cascate.» Da quanto tempo fa lo scultore? «Quando arrivò Vaia scolpivo già da una decina d'anni. È stato un percorso lungo, durante il quale ho sempre lavorato esclusivamente il legno. Mi piace sperimentare qualcosa di nuovo e con queste opere costruisco, anziché togliere materiale: è un percorso inverso rispetto alla scultura tradizionale. La loro caratteristica è che non sono pensate per durare in eterno: sono di legno e seguono il corso della natura.» I visitatori comprendono questo messaggio? «Io raccolgo ciò che è già morto: utilizzo esclusivamente legname che è già a terra. Le persone che vengono a vedere le opere riflettono sull'equilibrio tra uomo e natura e sull'importanza di creare una sinergia, anziché un conflitto, per quanto possa essere difficile.» Quanto tempo ha richiesto la realizzazione del Nido? «Posso impiegarci un mese, come tre o quattro. Ci sono diverse fasi nella realizzazione e molto dipende dal meteo: quando il tempo è brutto non lavoro. Le opere nascono sul posto per rimanere lì e sono realizzate con il legno di Vaia. A volte, come nel caso dell'aquila, del grifone e della lupa, il materiale lo trovo direttamente nel luogo dove lavoro, perché sono zone colpite dalla tempesta. Altre volte lo trasporto io. Se invece serve una struttura portante interna, mi avvalgo della collaborazione di aziende specializzate.» Sta già lavorando a una nuova opera? «Sto lavorando molto, di nuovo in Trentino. Ma non si dice: né dove né quando!» Andrea Alba © RIPRODUZIONE RISERVATA
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