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Carabiniere
Carabiniere assolto dal Tribunale militare Verona: per i giudici voleva difendersi, non offendere Un carabiniere assolto Tribunale militare Verona dopo accuse pesanti: offesa ai superiori, diffamazione di appartenenti alla scala gerarchica e disobbedienza a un ordine. Per i giudici militari, però, non c’era volontà di attaccare l’Arma. C’era la volontà di difendersi. Il procedimento si è chiuso con l’assoluzione piena dell’ex appartenente all’Arma dei Carabinieri da tutte le accuse contestate. La sentenza del Tribunale militare di Verona traccia un confine netto. Un confine tra critica legittima, diritto di difesa e responsabilità penale militare. Tre accuse che, se confermate, avrebbero potuto segnare in modo irreversibile la carriera e la vita dell’imputato. Il collegio ha escluso l’elemento soggettivo del reato: mancava l’intenzione di ledere il prestigio dell’istituzione o dei superiori. Le parole e i comportamenti contestati rientravano, secondo i giudici, nell’esercizio del diritto di replica e di tutela personale. le accuse: offesa, diffamazione e disobbedienza nell’Arma L’ex carabiniere era finito davanti al Tribunale militare con un fardello di accuse tipiche del codice penale militare di pace. Offesa a superiore, prevista dall’art. 189, punisce chi lede l’onore o il prestigio di un superiore con parole, scritti o atti. La diffamazione colpisce chi attribuisce a un militare fatti determinati lesivi della reputazione. La disobbedienza scatta quando non si esegue un ordine attinente al servizio e alla disciplina. Tre fattispecie diverse, ma unite da un punto: servono a tutelare ordine, gerarchia e coesione interna dell’Arma. Perché il Tribunale militare di Verona ha assolto l’ex carabiniere Il punto centrale della sentenza è l’intenzione. Per condannare, il giudice militare deve accertare che l’imputato volesse davvero offendere, diffamare o disobbedire. In questo caso, il Tribunale ha ritenuto che il comportamento del carabiniere nascesse da un contesto diverso. Non insubordinazione, ma reazione a una situazione percepita come ingiusta. Non attacco all’Arma, ma tentativo di tutelare la propria posizione. Il diritto di difesa prevale quando le parole, anche dure, sono strumentali a far valere le proprie ragioni in una vicenda interna. La sentenza valorizza quindi la differenza tra critica, anche aspra, e condotta penalmente rilevante. Fonte Infodifesa Carabinieri all’ONUSalerno, armi clandestine scoperte da CarabinieriCani di taglia gigante abbandonati, salvati dai CarabinieriCarabinieri, Gruppo Carabinieri Forestale di Varese e la Parrocchia KolbeCarabinieri, azione contro i furti seriali a LimbiateCarabinieri, Reggio Calabria, alta l’attenzione contro lo spaccio di droga. 9 Luglio 2026 Brescia Iseo Edolo: nuovi stop estivi By Redazione Milano Chiusura Brescia Iseo Edolo: nuovi stop estivi tra Marone e Pisogne, pendolari e turisti di… Cassano Magnago 9 Luglio 2026 Cassano Magnago: 29enne cade dalla moto By Giuseppe Criseo incidente moto Cassano Magnago: 29enne cade in via Albino Bonicalza, codice giallo Incidente moto Cassano… Cronaca 9 Luglio 2026 Incidente A8 Milano Varese, 3 feriti By Giuseppe Criseo Incidente A8 Milano Varese: tre persone coinvolte al km 22, intervengono 118 e Polstrada Incidente…
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