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In cammino, come famiglia
Una testimonianza dai laici lmmx in Italia. Mi chiamo Marina Rella, sono un avvocato. Sono sposata con Vito e abbiamo una figlia di nome Maria Elena. Sono cresciuta a Locorotondo, in una Parrocchia missionaria. La sensibilità dei nostri Parroci, gli esempi luminosi del venerabile don Francesco Convertini, delle missionarie Lina Perrini e Giusy Romanazzo, la guida materna di Clelia Rosato, la sua passione per il Regno, il suo amore per la congregazione delle missionarie di Maria hanno permesso alla nostra comunità di servire la missione ad gentes attraverso un progetto di pastorale organica. Ho avuto sin da piccola il grande dono di accogliere e ospitare in casa missionari e missionarie Saveriani che hanno arricchito e fatto maturare la mia crescita nella fede. La mia educazione cristiana è stata “influenzata” dallo spirito missionario che mi circondava. Il mio stile di ragazza era sobrio e orientato all’essenziale, perché non ritenevo corretto sprecare o avere più del necessario. Sono stata molto attiva nell’animazione missionaria in parrocchia e sul territorio, vivendo intense esperienze di preghiera, di servizio e di sensibilizzazione al mondo missionario con l’aiuto costante e la presenza pronta e disponibile dei missionari presenti in Puglia. Il compimento degli studi e l’inserimento nel mondo del lavoro mi hanno un po’ fatto rallentare nel cammino. Ma il richiamo al servizio del Signore diventò un bisogno impellente. E così, dopo aver ripreso a pieno ritmo l’attività pastorale in parrocchia, è arrivata la proposta di frequentare un gruppo di Laici che vivevano nel quotidiano il carisma missionario delle Saveriane. Mi è sembrato naturale accettare, perché la fiducia nell’Onnipotenza misericordiosa di Dio si vive nella vita di ogni giorno, nelle gioie che la vita ci dona, ma soprattutto nelle prove anche dolorose che dobbiamo superare o almeno affrontare. Mi ha colpito molto del carisma delle Saveriane l’icona della Visitazione, modello del nostro atteggiamento interiore verso Dio e verso i fratelli. Dobbiamo sentire la «sollecitudine» di Maria e metterci in cammino per testimoniare l’amore di Gesù attraverso i nostri gesti e le nostre parole, anche se piccoli e indegni. L’incontro con Vito e la scelta di dirci il «sì totale e per sempre» ci ha trovato pronti a essere una famiglia cristiana che cerca di vivere, con tutte le sue fragilità, l’esperienza di piccola Chiesa domestica. Con gioia e profonda convinzione ho pronunciato la mia adesione alla Famiglia saveriana come laica. È un’esperienza molto intensa anche per l’impegno che ha comportato e comporta. Non è facile, soprattutto nella mia professione, vivere il carisma in modo pieno. Si è sempre in cammino e so che il Signore apprezza la nostra buona volontà e l’intento di essere fedeli al suo progetto d’amore anche quando non lo comprendiamo appieno e ci sta stretto. L’adesione alla Famiglia saveriana, mi ha permesso di svolgere il mio servizio in parrocchia con un respiro più ampio e con un’apertura al mondo e ai bisogni di tutti e di ciascuno. Un pensiero di profonda gratitudine per i missionari e le missionarie che mi hanno formato e guidato nel mio percorso di fede in particolar modo con il loro esempio e il loro desiderio di «andare in fretta…» come Maria per mettersi al servizio del prossimo e del Regno.
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