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Jovanotti al cinema. E spuntano le immagini di quando era bambino. Il film, i concerti e la gaffe (che gaffe non è) su Pola

06/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹 😊
Sarà un autunno importante per Lorenzo Cherubini. Dal 26 novembre al 2 dicembre, in occasione del suo sessantesimo compleanno, gli spettatori italiani potranno vedere nelle sale "Lorenzo – L'incredibile avventura di Jovanotti", il documentario firmato da Dario Zonta e Carlo Zoratti che ripercorre oltre trent'anni di carriera, dalla piccola radio locale alle folle sterminate degli stadi e dei Jova Beach Party. Non un semplice compendio di successi. I due registi, che seguono l'artista fin dal primo Beach Party del 2019, raccontano di aver costruito con lui un rapporto di lunga condivisione, tanto da riuscire a restituire anche il lato più riservato dell'uomo dietro il personaggio: quello che pochi conoscono davvero. Per farlo hanno attinto agli archivi di famiglia (comprese le riprese amatoriali girate dal padre di Lorenzo), oltre che a materiali di amici, collaboratori e ai principali fondi archivistici italiani e internazionali. Il progetto porta la firma produttiva di Soleluna e Hi Production, con Tatiana Forese alla produzione esecutiva per Amarcord e Costanza Coldagelli e Mariangela Offeddu come coproduttrici per Matrioska. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da lorenzojova (@lorenzojova) Mentre si prepara questo appuntamento celebrativo, però, Jovanotti si trova alle prese con una polemica decisamente più terrena, quanto sciocca per chi l'ha sollevata. Impegnato nel tour europeo, l'artista si è esibito in Croazia e, nel raccontare sui social il concerto del 3 luglio, ha usato nella didascalia la dicitura croata "Pula" al posto del nome italiano della città, Pola. Un dettaglio che sui social non è passato inosservato: sono piovuti commenti severi. Va detto che la grafia croata resta identica anche nell'uso corrente, mentre l'italiano la traduce e lo sloveno la trasforma ulteriormente in "Pulj". Come ha fatto notare qualcuno a difesa del cantautore, si tratta in fondo di una svista paragonabile come scrivere Paris invece di Parigi in una frase italiana: un lapsus linguistico più che un errore di sostanza, ma sufficiente, nell'era dei social, a trasformarsi in un caso. Un caso davvero inutile.
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