SBLOB
corrieredisiena.it

La scienziata che ha dichiarato guerra al tumore al pancreas: a Sandra Misale il Premio Casato Prime Donne. La sfida alla proteina Kras e i nuovi farmaci

13/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 😊
La scienziata che combatte contro i tumori. Calabrese di origine, ma trapiantata negli Stati Uniti per quella che agli occhi di tanti sembra una missione impossibile: affrontare il cancro al pancreas e al colon con nuovi farmaci, efficaci anche contro il melanoma e le leucemie. Originaria di Palmi, 41 anni, Sandra Misale guida il Misale Lab alla Johns Hopkins University di Baltimora, un laboratorio che porta il suo nome in uno degli atenei più prestigiosi al mondo sul fronte della ricerca biomedica, quella che è la passione della scienziata fin dagli anni dei suoi studi universitari. Per la sua battaglia contro i tumori ha scelto una strategia non semplice: scoprire il punto debole del Kras, il gene che viene considerato fondamentale per molte neoplasie, e aggredirlo. Sandra Misale nel suo laboratorio di Baltimora Dopo il liceo linguistico nella sua Calabria, Sandra Misale si è laureata in Biotecnologie molecolari a Torino, poi il dottorato di ricerca, concentrandosi sempre sulla capacità dei tumori di resistere alle terapie. E' stata la presentazione del primo inibitore del gene Kras da parte del chimico Kevan Shokat a farle capire che doveva trasferirsi negli Stati Uniti per iniziare a studiare come aggredirlo per ostacolare il tumore al pancreas. Dopo aver lavorato al Massachusetts General Hospital e alla Harvard Medical School di Boston, intensa esperienza al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York per poi approdare alla Johns Hopkins University dove è Assistant Professor of Oncology e coordina un gruppo di ricerca internazionale. Sandra, 41 anni, è originaria della Calabria Esperienze su esperienze, concentrata soltanto su una parola: Kras. E Sandra Misale dà una spiegazione semplice, comprensibile per tutti: "Si tratta di una piccola proteina, una sorta di interruttore molecolare. Quando resta acceso, ordina alle cellule di sopravvivere, proliferare e metastatizzare. Per trent’anni abbiamo iniziato seminari e articoli scientifici con la frase Kras is an undruggable target (bersaglio non trattabile, ndr). Era come una pallina liscia ricoperta d’olio: nessuna molecola riusciva ad agganciarsi. Kevan Shokat è riuscito finalmente a trovare una molecola capace di attaccarsi al Kras. Da lì è partita una rivoluzione. Quando sono arrivata negli Stati Uniti c’era una sola molecola, oggi ce ne sono tantissime e molte sono già in sperimentazione clinica". La realizzazione di nuovi farmaci sperimentali è stata il passo successivo e al congresso mondiale di Chicago sono stati presentati i risultati: sopravvivenza raddoppiata per i pazienti con tumore al pancreas. "Abbiamo aperto una porta - ha dichiarato la ricercatrice - E lavoriamo anche sui vaccini, discutendo se potranno essere utilizzati in fase di prevenzione. La situazione di oggi non è quella di venti anni fa e tra dieci anni sarà ancora diversa". Donatella Cinelli Colombini, presidente della giuria A questa scienziata coraggiosa, pronta a dedicare il suo tempo e le sue energie nella lotta a quello che viene considerato il peggior nemico dell'uomo, è stato assegnato il Premio Casato Prime Donne. La giuria presieduta da Donatella Cinelli Colombini e composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione, non ha avuto alcun dubbio. Anche perché gli studi di Sandra Misale sono mossi da un motore ormai fondamentale a qualsiasi livello e purtroppo non sempre utilizzato: la collaborazione totale, fondamentale per superare il concetto dello scienziato "scopritore solitario". "Primeggiare può andar bene - spiega ancora la ricercatrice - ma collaborare e aiutare, quando è possibile, può portare molto più lontano in termini di risultati". Parole che hanno il sapore della dolcezza in un mondo in cui il concetto di collaborazione non è sempre considerato prioritario. Nella cerimonia del 19 settembre, in programma a Montalcino, in provincia di Siena, sarà lei dunque ad essere premiata e iscritta in un lungo albo d'oro in cui figurano donne eccellenti protagoniste nei campi più svariati. La giornalista Francesca Ciancio Ma Sandra Misale non sarà l'unica premiata nell'edizione 2026. Donatella Cinelli Colombini introducendo i riconoscimenti ai giornalisti ha spiegato che "è importante valorizzare chi fa conoscere il territorio e i vini che fanno di Montalcino un esempio virtuoso". Premi dunque anche a Francesca Ciancio, per l’articolo “Montalcino oltre il Brunello” pubblicato su Wine and Travel, e ad Andrea Cuomo, per il pezzo sull’annata 2021 del Brunello pubblicato su IlGiornale.it. Il giornalista Andrea Cuomo
Leggi l'articolo su corrieredisiena.it
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home