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Il Settecento dei Crova rivive a Vaglio Serra: il Cabreo in mostra nel Castello
Un viaggio nella storia del territorio attraverso mappe, acquerelli e teatro. Appuntamento domani, giovedì 3 settembre alle 21 nel Giardino dei tassi del Castello dei Crova di Vaglio Serra, dove sarà inaugurata la prima parte della mostra dedicata al Cabreo dei beni appartenenti al barone Luigi Crova di Vaglio, prezioso documento del 1769 conservato oggi all’Archivio di Stato di Asti. L’esposizione proporrà riproduzioni fotografiche delle tavole del Cabreo, accompagnate da un video realizzato dall’Archivio di Stato e dall’Associazione culturale Davide Lajolo. Un’occasione per osservare da vicino un documento che racconta, attraverso la precisione delle sue mappe e la qualità degli acquerelli, il paesaggio agricolo del Monferrato di oltre due secoli e mezzo fa. Il Cabreo, redatto nel 1769 dall’architetto e geometra Pietro Giovanni Petrino, è composto da 105 carte disegnate ad acquerello. Le tavole descrivono le proprietà dei Crova distribuite tra Vaglio Serra, Nizza, Calamandrana, Mombaruzzo, Fontanile, San Marzano, Incisa, Vinchio e Rocchetta Palafea. I terreni, le coltivazioni e i confini sono rappresentati con un livello di precisione che unisce valore catastale e qualità estetica, restituendo una vera e propria fotografia del territorio piemontese del Settecento. La storia del documento si intreccia con quella di una delle più antiche e illustri famiglie nobiliari piemontesi. Fu Nicolao Crova, giureconsulto, podestà di Mantova e referendario per il ducato del Monferrato, ad acquistare nel 1606 il feudo di Vaglio dal duca di Mantova, ottenendo il titolo di barone. Più di un secolo dopo, Luigi I Crova ampliò i possedimenti della famiglia, ordinò la realizzazione del Cabreo e affidò all’architetto Filippo Nicolis di Robilant la costruzione del Palazzo Crova nel centro di Nizza. Per l’inaugurazione verrà anche aperto un dialogo tra storia e teatro. Durante la serata, l’attrice e giornalista Rai Chiara Buratti interpreterà infatti “Un sotanino rosso”, monologo scritto da Eugenio Carena e ispirato a una vicenda realmente accaduta nel 1603, al tempo del barone Niccolò Crova. La protagonista è Eleonora Gualenghi, giovane dama di compagnia di Lucrezia D’Este alla corte estense, che viene coinvolta in un matrimonio deciso per ragioni politiche e di Stato con il barone Niccolò Crova. Una vicenda che avrà un epilogo drammatico e che, pur affondando le proprie radici nel Seicento, porta con sé temi ancora estremamente attuali: soprusi, discriminazioni, abusi verbali e violenze contro le donne. Scritto da Carena come una sorta di cantata d’epoca, con elementi epici e una parte in prosa costituita da una lettera determinante per lo sviluppo della storia, il monologo racconta in prima persona, attraverso quattro quadri, le diverse fasi della breve e travagliata vita della protagonista. La durata dello spettacolo è di circa 55 minuti e la rappresentazione sarà accompagnata da una colonna sonora barocca e da un video. Grande attenzione è stata riservata al costume di scena, realizzato da Arstelier, sartoria specializzata in abiti storici, attraverso una ricerca filologica sui materiali e sulle tecniche di manifattura dell’epoca. Il progetto di valorizzazione del Cabreo è promosso dall’Associazione culturale Davide Lajolo in collaborazione con l’Archivio di Stato di Asti, che ne cura la consulenza scientifica. Il percorso espositivo proseguirà infatti il 27 novembre all’Archivio di Stato di Asti, dove la mostra sarà completata con l’esposizione di altri preziosi cabrei conservati dall’ente e con la pubblicazione di un catalogo. Nel febbraio 2027 l’esposizione farà tappa poi a Nizza Monferrato. Durante il periodo della mostra sono inoltre previsti incontri con studiosi e un numero speciale della rivista culture, grazie alla collaborazione dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura, dell’Accademia di cultura L’Erca di Nizza Monferrato, dell’Associazione culturale La Bricula e dell’Ordine degli Architetti di Asti. Un percorso di approfondimento che permetterà di confrontare le immagini del paesaggio settecentesco con quello attuale e di leggere, attraverso le trasformazioni del territorio, anche i cambiamenti della società. «Il Cabreo colpisce innanzitutto per la sua incredibile bellezza», sottolinea il sindaco di Vaglio Serra Cristiano Fornaro, evidenziando come le rappresentazioni dei territori e la cura dei dettagli restituiscano "uno spaccato affascinante del nostro territorio nel Settecento". «Con questa mostra – aggiunge il sindaco – il Comune di Vaglio Serra vuole rendere omaggio alla famiglia dei Baroni Crova, alla sua presenza nella storia del nostro territorio e soprattutto a ciò che questa famiglia ha lasciato alle nostre comunità». L’ingresso all’inaugurazione del 3 settembre alle 21 nel Giardino dei tassi del Castello dei Crova è libero.
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