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Finge un'intossicazione da farmaci per farsi portare in ospedale dal marito e racconta: "Mi ha stuprata"

11/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕
Ha finto di aver ingerito decine di pasticche di ibuprofene per farsi portare al pronto soccorso dal marito che, stando a quanto ha raccontato poi ai carabinieri, l’aveva costretta ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà. E per mettersi in salvo, da quell’uomo che non avrebbe in alcun modo accettato la separazione e che l’aveva poco prima stuprata, ha deciso di raccontare una bugia, convinta che forse solo facendogli credere che sarebbe potuta morire, lui l’avrebbe, in qualche modo, liberata. Non solo lasciandola andare, ma portandola lui stesso in pronto soccorso per farla curare. Tanto che, in un primo momento, anche gli operatori sanitari hanno trattato il caso come un’intossicazione da farmaci. Almeno fin quando, non è stata lei stessa a spiegare la verità e il motivo per il quale aveva raccontato quella balla, per arrivare a farsi vedere da un medico. [articlepreview id="446905" link="https://www.corrieredellumbria.it/news/cronaca/446905/studentessa-sequestrata-e-violentata-in-un-vecchio-locale-del-centro-di-perugia-stupratore-condannato-a-sei-anni.html"] La donna, successivamente messa in salvo in una località protetta insieme alla figlioletta, lo ha raccontato poco dopo ai carabinieri che sono intervenuti direttamente in pronto soccorso su richiesta del personale sanitario. Nelle ore di ricovero al Santa Maria della Misericordia, medici e infermieri specializzati si sono presi cura di lei e hanno messo in atto tutto l’iter previsto dal codice rosa. [articlepreview id="300208" link="https://www.corrieredellumbria.it/news/home/300208/perugia-parla-la-vittima-della-violenza-sessuale-stuprato-da-due-bestie-senza-scrupoli.html"] Secondo quanto emerso, la donna, - una 30enne di origine afghana residente a Perugia con un lavoro e una rete sociale costruita - voleva lasciare il marito per tutta una serie di episodi di violenza pregressi ma lui non lo accettava. Per questo, negli ultimi giorni, era andata a stare a casa di un’amica. Poi l’uomo le aveva chiesto un ultimo incontro chiarificatore e lei aveva accettato. Domenica lo aveva seguito a casa sua. L’amica, non vedendola tornare, aveva anche provato a chiedere un intervento. Poi la mattina dopo l’accesso in pronto soccorso e la salvezza.
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