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Da nonno Pasquale al regalo di De Laurentiis: ecco il mondo di Abate, futuro tecnico del Toro

09/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 😊
Nonno Pasquale non c’è più già da qualche anno, ma chissà quanto sarebbe stato orgoglioso di vedere suo nipote Ignazio su una panchina di Serie A e su quella del Toro in particolare. "Dall’alto fa il tifo per me tutti i giorni, il nostro non era un rapporto nonno-nipote ma figlio-papà" ha raccontato il futuro tecnico granata. Ormai è tutto fatto, manca soltanto la firma su un biennale che lo legherà a una squadra per la quale ha già giocato da calciatore, nel 2008-2009, una stagione che si chiuse con la retrocessione della squadra di De Biasi prima, di Novellino poi e infine di Camolese. Quella è una ferita ancora aperta nel cuore di Abate, che qualche tempo fa utilizzava delle parole per raccontare la Juve Stabia che sembrano perfette per il Toro di oggi: "Bisogna uscire dalla mediocrità e superare i propri limiti - dichiarava quando si stava sedendo sulla panchina del club campano - perché se ti senti arrivato, è l’inizio della fine: bisogna avere il fuoco dentro e avere il sogno di migliorare sempre di più, senza accontentarsi mai". Poi c’è l’aneddoto che riguarda Aurelio De Laurentiis: "Festeggiai a Napoli il mio diciottesimo compleanno - ricorda Abate, che in quell’avventura aveva Gian Piero Ventura come allenatore - e il presidente mi regalò un lettore dvd portatile, un oggetto all’avanguardia per l’epoca". Per il classe 1986 la famiglia è sacra, in campo e fuori: "E’ il perno di tutto perché è il bene più prezioso, ma anche in uno spogliatoio serve che dove non arriva il tecnica, ci pensano il cuore e il gruppo" uno dei moniti che si porta dietro da quando era calciatore. Leonardo e Allegri sono stati i suoi mentori, "Entrambi sono stati cruciali nella mia carriera" ha raccontato rievocando il lungo periodo vissuto al Milan, e anche con Paolo Maldini ha avuto un rapporto speciale: "Mi aiutò tantissimo quando guidai la Primavera, non dandomi l'assillo del risultato: mi diede la tranquillità di scegliere i ragazzi, di farli crescere, perché l'obiettivo reale della società era creare valore. Nei settori giovanili bisogna lavorare pensando più alla tecnica e alla tattica individuale fino ai 14 anni, poi pensare a quella di squadra". Ora, però, dovrà prendere in mano il Toro dei grandi e sfidare anche un passato ingombrante: sarà il 19esimo allenatore diverso in 21 anni di Cairo presidente, per la terza estate consecutiva la squadra inizierà la nuova stagione con un tecnico nuovo (Vanoli e Baroni i suoi predecessori, ndr). [articlepreview id="646457" link="https://www.torinocronaca.it/news/sport/646457/il-toro-ha-il-nuovo-allenatore-cairo-sorprende-tutti-per-lui-e-una-scelta-inedita.html"] [articlepreview id="645229" link="https://www.torinocronaca.it/news/sport/645229/dal-milan-al-monza-con-il-derby-in-una-data-particolare-ecco-il-calendario-del-toro.html"]
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