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Da nonno Pasquale al regalo di De Laurentiis: ecco il mondo di Abate, futuro tecnico del Toro
Nonno Pasquale non c’è più già da qualche anno, ma chissà quanto sarebbe stato orgoglioso di vedere suo nipote Ignazio su una panchina di Serie A e su quella del Toro in particolare. "Dall’alto fa il tifo per me tutti i giorni, il nostro non era un rapporto nonno-nipote ma figlio-papà" ha raccontato il futuro tecnico granata. Ormai è tutto fatto, manca soltanto la firma su un biennale che lo legherà a una squadra per la quale ha già giocato da calciatore, nel 2008-2009, una stagione che si chiuse con la retrocessione della squadra di De Biasi prima, di Novellino poi e infine di Camolese. Quella è una ferita ancora aperta nel cuore di Abate, che qualche tempo fa utilizzava delle parole per raccontare la Juve Stabia che sembrano perfette per il Toro di oggi: "Bisogna uscire dalla mediocrità e superare i propri limiti - dichiarava quando si stava sedendo sulla panchina del club campano - perché se ti senti arrivato, è l’inizio della fine: bisogna avere il fuoco dentro e avere il sogno di migliorare sempre di più, senza accontentarsi mai". Poi c’è l’aneddoto che riguarda Aurelio De Laurentiis: "Festeggiai a Napoli il mio diciottesimo compleanno - ricorda Abate, che in quell’avventura aveva Gian Piero Ventura come allenatore - e il presidente mi regalò un lettore dvd portatile, un oggetto all’avanguardia per l’epoca". Per il classe 1986 la famiglia è sacra, in campo e fuori: "E’ il perno di tutto perché è il bene più prezioso, ma anche in uno spogliatoio serve che dove non arriva il tecnica, ci pensano il cuore e il gruppo" uno dei moniti che si porta dietro da quando era calciatore. Leonardo e Allegri sono stati i suoi mentori, "Entrambi sono stati cruciali nella mia carriera" ha raccontato rievocando il lungo periodo vissuto al Milan, e anche con Paolo Maldini ha avuto un rapporto speciale: "Mi aiutò tantissimo quando guidai la Primavera, non dandomi l'assillo del risultato: mi diede la tranquillità di scegliere i ragazzi, di farli crescere, perché l'obiettivo reale della società era creare valore. Nei settori giovanili bisogna lavorare pensando più alla tecnica e alla tattica individuale fino ai 14 anni, poi pensare a quella di squadra". Ora, però, dovrà prendere in mano il Toro dei grandi e sfidare anche un passato ingombrante: sarà il 19esimo allenatore diverso in 21 anni di Cairo presidente, per la terza estate consecutiva la squadra inizierà la nuova stagione con un tecnico nuovo (Vanoli e Baroni i suoi predecessori, ndr). [articlepreview id="646457" link="https://www.torinocronaca.it/news/sport/646457/il-toro-ha-il-nuovo-allenatore-cairo-sorprende-tutti-per-lui-e-una-scelta-inedita.html"] [articlepreview id="645229" link="https://www.torinocronaca.it/news/sport/645229/dal-milan-al-monza-con-il-derby-in-una-data-particolare-ecco-il-calendario-del-toro.html"]
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