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La Voce dei Berici
Brilla una luce infinita negli occhi di Mattia Beltrame, residente a Zimella. Il ragazzo si è appena diplomato in Scienze Umane al liceo "Giovanni Cotta" di Legnago. Nulla lo ha fermato, anzi. La sindrome di Down è stata per lui uno stimolo a non arrendersi mai.
«Sono stati anni di sacrificio, sforzo e impegno. Tuttavia ho sempre creduto in me stesso e ho capito che dovevo applicarmi», confida.
Il suo racconto si arricchisce di particolari: «Quello che ho fatto in questo tempo l'ho fatto non solo per me, ma anche per tutte le persone che mi hanno affiancato nel percorso: i miei genitori Elisa e Lorenzo, i nonni, i docenti di sostegno, gli insegnanti delle ripetizioni e tanti altri. Un grazie speciale devo al mio psicoterapeuta, Gianluigi Visentini, e al mio padre spirituale, fra Andrea Arvalli, che attraverso un corso di mindfulness mi ha permesso di comprendere il mio potenziale e di imparare a esprimerlo».
E dopo il diploma? Le idee sono già chiare.
«Ho studiato con piacere sia le discipline umanistiche sia quelle scientifiche. Ora sarei orientato a iscrivermi all'Università di Padova, alla facoltà di Filosofia, per due motivi: possiedo una buona padronanza della lingua italiana e mi piace affrontare riflessioni introspettive. Prima di agire ragiono sempre, mi pongo domande e cerco il modo migliore per raggiungere un obiettivo».
Mattia è molto affezionato a uno slogan creato dalla sorella Myriam: «Se insisto e resisto, raggiungo e conquisto».
Non mancano gli hobby. «Pratico atletica, mi piacerebbe giocare a tennistavolo e vorrei provare anche il calcio, ma per la mia disabilità non posso. Amo il canto fin da quando ero piccolo, faccio parte della band "Dieci Più" di San Bonifacio, so suonare il sax e il flauto dolce e mi appassiona anche il pianoforte. Sogno di cantare a Sanremo con il gruppo musicale di Max Pezzali. Mi piace stare all'aria aperta e frequentare gli amici della mia età».
Il ragazzo è animato anche da una profonda fede. Ogni anno partecipa al Festival dei Giovani di Medjugorje e, quasi come un segno del destino, il colloquio dell'esame di Stato è caduto proprio nella ricorrenza della prima apparizione della Madonna in Bosnia-Erzegovina.
«Sono un ragazzo felice – continua – perché ho una famiglia che mi trasmette calore, sicurezza e opportunità. Mi ritengo anche fortunato perché, nonostante la mia "diversità", posso fare la mia "rivoluzione", seguendo l'esempio di Sammy Basso. Il percorso compiuto finora mi ha dato un senso e una direzione. Vedo che questo mondo ha bisogno di me e della mia saggezza. Vorrei aiutare chi non si prende cura della propria anima e non valorizza abbastanza principi come la fedeltà e il coraggio».
Tante le persone che hanno contribuito alla crescita di Mattia: un autentico lavoro di squadra, una sorta di sinfonia, o meglio un coro, come quelli che ama dirigere mamma Elisa. Il professore di sostegno Riccardo Perandini, che lo ha seguito nel triennio, gli augura di conservare sempre la sua energia, la curiosità e la voglia di mettersi in gioco.
Nei giorni scorsi il neodiplomato ha festeggiato questo importante traguardo insieme a familiari e amici. Al termine della festa, la famiglia ha donato a quanti hanno accompagnato Mattia nel suo percorso una copia del libro dedicato a Sammy Basso, con la dedica dei genitori dello scienziato, conosciuti a Sossano durante l'evento "Villeggendo", insieme a mazzetti di lavanda coltivata da Campagna Grande di Pressana.
Maria Bertilla Franchetti
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