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«Fa troppo caldo, non lavorate»
Con l'arrivo delle prime ondate di calore della stagione, diverse amministrazioni locali si stanno muovendo per tutelare la sicurezza sui posti di lavoro. Al 10 giugno risultano già otto le regioni ad aver adottato ordinanze restrittive per limitare le attività all'aperto nelle ore più calde della giornata: Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto.
A fare da apripista sul fronte della prevenzione a maggio sono stati il Veneto e la Toscana. In particolare, il provvedimento firmato dal presidente toscano Eugenio Giani è scattato il 28 maggio, con un mese di anticipo rispetto allo scorso anno, imponendo lo stop fino al 31 agosto per i settori edile, agricolo, florovivaistico e delle cave. Sempre a fine maggio si sono allineati il Lazio e il Piemonte; in quest'ultimo territorio le tutele – valide fino al 15 settembre – sono state estese anche ai comparti della logistica e ai rider.
Le ordinanze condividono la stessa matrice tecnica: prevedono il divieto di svolgere attività ad alta intensità fisica sotto il sole tra le 12.30 e le 16 nei giorni in cui il sistema di monitoraggio Worklimate (sviluppato da Inail e Cnr) segnala un livello di rischio "Alto" per stress termico. Nelle prime settimane di giugno il quadro si è ulteriormente ampliato. In Emilia-Romagna il blocco è operativo dal 3 giugno e coprirà l'intera stagione fino al 15 settembre, includendo i lavoratori dei piazzali di smistamento e i corrieri in bicicletta.
Stessa scadenza a metà settembre per la Puglia, dove l'ordinanza porta la firma del presidente Antonio Decaro, mentre la Liguria manterrà le limitazioni fino al 31 agosto. L'ultimo provvedimento in ordine di tempo arriva dalla Lombardia: l'ordinanza siglata dal presidente Attilio Fontana è entrata in vigore ieri, 10 giugno, e resterà attiva fino al 23 settembre concentrandosi principalmente su cantieri, cave, agricoltura e florovivaismo. Il quadro resta in evoluzione. Con l'innalzamento delle temperature atteso nelle prossime settimane, la mappa delle restrizioni potrebbe allargarsi ad altre regioni del Centro-Sud.
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