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Luca Visconti, una guida in classe e un maestro sul palcoscenico: "Molti ragazzi diventano più sicuri di sè"
Luca Visconti, docente di Elettronica presso l’IIS Amedeo Avogadro di Abbadia San Salvatore, ha firmato la regia della ventiseiesima rappresentazione teatrale allestita con gli studenti della scuola, nell’ambito del progetto “Teatro a scuola”. Un progetto, che - attivo da circa 25 anni - prevede l’allestimento di spettacoli teatrali, in cui gli studenti recitano, ma curano personalmente anche costumi, scenografie, luci, suono, fotografia. Il 2026 è stata la volta della commedia brillante “A qualcuno piace” (dalla celeberrima commedia americana “A qualcuno piace caldo”), mentre lo scorso anno i ragazzi si sono cimentati con il romanzo di J.D. Salinger “Il giovane Holden”, curandone l’adattamento teatrale. Nel 2024 il lavoro prescelto riguardò il tema delle migrazioni. Il titolo “Il cobra, il riccio e il varano”, una allegoria del sistema che necessita sempre di un capro espiatorio. Dal punto di vista tecnico Visconti adotta la motion graphic o grafica in movimento (la realtà aumentata), che gli permette di fare continui cambi scenici tra realtà molto diversificate. Il linguaggio del graphic design fu introdotto nel 2023 con la pièce teatrale “Tutti giù per guerra”, dopo il corso di formazione tenuto dall’ex-alunno Andrea Bisconti, oggi tra i massimi esperti di “creative technology”. Nemmeno il Covid fermò il progetto del “Teatro a scuola”. Lo spettacolo “Il giro della follia” (2020) andò in scena su you tube, con moltissimi contatti e commenti durante e dopo lo spettacolo. Da dove nasce questa sua forte vocazione per il teatro e soprattutto per la messa in scena degli spettacoli? "Il teatro è sempre stata una mia passione. Lo vedevo molto in tv, in quelle serate di venerdì, rigorosamente in bianco e nero. L’opportunità di praticarlo mi è stata data dal gruppo teatrale “Diamoci una mossa”, dove insieme a me partecipavano anche Lorenzo Mancianti, oggi apprezzato maestro di gioielli nel cinema, e Roberto Fabbrini, il nostro scrittore ufficiale, autore di lavori quali “Il merlo ha perso il becco” e “Piazza bella piazza”, che hanno ottenuto positivi riscontri di pubblico e critica". E oggi come e dove può esprimere questo suo interesse per l’arte scenica? "Ho l’onore di essere nel direttivo di Formula Nuova Arcadia, dove ho l’incarico di responsabile dell’attività teatrale. Seguo sia il gruppo che recita in dialetto, sia quello dei giovani, impegnati in spettacoli in lingua. Il gruppo giovani è formato da attori non professionisti, che amano il teatro e che si impegnano a fondo per ottenere buoni, se non ottimi, risultati. Il gruppo dialettale riscuote grande plauso e viene seguito da vicino dal regista Gianni Poliziani. Al di fuori di questo mio incarico seguo i ragazzi dell’Omnicomprensivo di Abbadia, cosa che già facevo prima del mio pensionamento e i ragazzi - io li chiamo così - della Casa Famiglia Verrusio e della SRP “I Prati”. Con i ragazzi della scuola siamo giunti al 26° anno e con gli adulti al sesto anno. Vorrei anche ricordare i professori Daniele Rossi, Roberto Virtuoso, Viola Cosimi, che mi seguono in questi progetti a scuola. E l’operatrice Cristiana Arlì e da quest’anno il nuovo acquisto Alessia Zamperini, bravissima nell’insegnare ai ragazzi il movimento e la padronanza del proprio corpo, che collaborano con me con il gruppo degli adulti". Quali sono le motivazioni che la spingono a dedicarsi con tanto impegno alla diffusione della drammaturgia? "Prima di tutto perché coltivo la mia passione. Poi perché ritengo che il teatro sia un’arte, che oltre l’aspetto ludico, è in grado di insegnare disciplina e responsabilità verso gli altri. Gli impegni che si assumono, non sono solamente personali, ma coinvolgono l’intero gruppo. Nella scuola molti ragazzi che si approcciano timidi e impauriti una volta provata l’esperienza, ci ringraziano e diventano via via più sciolti e sicuri di sé. E capita anche di scoprire degli autentici talenti. Il mio è un lavoro di volontariato che faccio con entusiasmo. Dare voce a chi è svantaggiato mi gratifica tantissimo". E per il futuro? "Vorrei che queste ultime attività proseguissero ancora per molto tempo e che qualcuno possa prendere il mio posto quando smetterò. Sempre per queste ultime auspico maggiore attenzione da parte delle istituzioni, che fino a ora si sono manifestate “tiepide”. In generale, tenendo conto che nel nostro territorio c’è tanta gente che vuol fare teatro, auspico che l’amministrazione comunale sappia gestire le sinergie presenti, tenendo conto della storia e delle competenze ormai consolidate".
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