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Caso di chikungunya a Terni: scatta la disinfestazione in viale Brin per contenere il virus trasmesso dalle zanzare. Ecco le strade interessate
A Terni è scoppiato un caso di chikungunya, il virus trasmesso da zanzara del genere Aedes. A renderlo noto è il Comune di Terni che con l'ordinanza firmata dal sindaco Stefano Bandecchi ha provveduto alla disinfestazione di viale Brin. Nello specifico, l'amministrazione fa sapere che "il 5 agosto è stato notificato alla Usl Umbria 2 un caso accertato di febbre virale, denominata chikungunya trasmessa da zanzara del genere Aedes in una persona domiciliata nel comune di Terni, nella zona di viale Brin". Le strade soggette a disinfestazione Nella giornata di oggi - venerdì 7 agosto - dalle 5 alle 7, il sindaco ha disposto interventi in corrispondenza di viale Brin (dal civico 74 al 160); viale Centurini (dal civico 1 al 25); via Breda (dal civico 1 al sottopasso); via Verri; via Menabrea; via Campriani (da Via Breda a Via Verri); via del Raggio Vecchio (da Via Bertani a Via Menabrea). Cos'è la chikungunya La Chikungunya è una malattia virale trasmessa principalmente dalla puntura di zanzare del genere Aedes, in particolare la zanzara tigre, ormai diffusa stabilmente anche in molte aree italiane. Il virus, originario delle regioni tropicali e subtropicali, negli ultimi anni è stato segnalato anche in Europa proprio a causa della presenza del vettore. I sintomi più comuni comprendono febbre alta improvvisa, dolori articolari molto intensi, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari ed eruzioni cutanee. In molti casi la malattia si risolve spontaneamente nell’arco di alcuni giorni o settimane, ma i dolori articolari possono persistere anche a lungo, soprattutto nei soggetti più fragili. La trasmissione non avviene da persona a persona in modo diretto, ma esclusivamente attraverso la puntura di una zanzara infetta. Per questo motivo, quando viene individuato anche un solo caso sospetto o confermato, le autorità sanitarie attivano immediatamente protocolli di prevenzione e disinfestazione per limitare ogni possibile diffusione del virus sul territorio. Le operazioni effettuate alla Gruccia rientrano dunque nelle normali procedure di contenimento previste in presenza di sospetti casi di arbovirosi, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica e ridurre il rischio di circolazione del virus.
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