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Putin ammette: «Gli attacchi di Kiev causano danni alla nostra economia ma non sono critici»

20/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 😊
«Naturalmente questi attacchi non hanno avuto, non hanno e non possono avere conseguenze critiche. Ci causano tuttavia danni, è evidente». Vladimir Putin ha riconosciuto per la prima volta in modo esplicito l’impatto dei raid ucraini contro infrastrutture e impianti industriali russi. L’ammissione è arrivata durante la riunione al Cremlino del Consiglio per lo Sviluppo Strategico e i Progetti Nazionali, dedicata al piano di trasformazione dell’economia fino al 2030. Il presidente russo ha inserito gli attacchi tra i fattori che condizionano l’andamento dell’attività economica del Paese, assieme alle pressioni esterne. Mosca definisce “terroristici” i raid condotti dalle forze ucraine, sempre più frequenti anche nelle regioni russe lontane dal fronte e in particolare contro raffinerie, depositi, centri logistici e reti energetiche. Putin ha parlato anche del ripristino della capacità operativa delle strutture colpite: «Le strutture logistiche e i magazzini devono essere ripristinati, anche con la partecipazione dello Stato», ha affermato, chiedendo al governo di approvare un programma dedicato. Il riferimento sembra includere anche magazzini e centri logistici del commercio elettronico, tra cui quelli legati a Wildberries, la “Amazon russa”, colpiti nei giorni scorsi. Per il Cremlino, ha aggiunto Putin, le infrastrutture commerciali continuano comunque a «operare efficacemente e rimangono resilienti». La dichiarazione arriva durante una riunione del Consiglio dedicato al piano economco. «Lo Stato parteciperà al ripristino di magazzini e strutture logistiche» Il presidente russo ha poi parlato della crescita economica del Paese. Stando i dati forniti da Putin, il Pil sarebbe cresciuto dello 0,6% nella prima metà del 2026 e dell’1,3% nel solo secondo trimestre, con un’espansione annua stimata attorno all’1%. «Come mostrano le statistiche, le dinamiche economiche sono nel complesso modeste, ma positive», ha commentato. Sul tavolo del Consiglio resta anche l’esigenza di preparare un nuovo ciclo di investimenti. Putin ha ricordato che molti grandi progetti infrastrutturali e industriali hanno ormai superato la fase principale delle spese in conto capitale e chiesto un’attuazione costante del piano di sviluppo fino al 2030. Fra il 2019 e il 2024, gli investimenti fissi sarebbero aumentati di oltre il 40%, trainati soprattutto da progetti su larga scala nell’industria e nelle infrastrutture orientate all’export. La riunione ha affrontato anche altre questioni legate alla guerra con l’Ucraina: «Uno dei nostri compiti deve essere risolvere le questioni legate all’operazione militare e le problematiche connesse al sostegno alle famiglie dei nostri militari», ha dichiarato usando la definizione ufficiale con cui Mosca indica l’invasione dell’Ucraina. Secondo il Cremlino, dunque, i raid ucraini starebbero richiedendo risorse pubbliche per la ricostruzione, senza tuttavia modificare la capacità complessiva della Russia di sostenere attività produttiva, commercio e investimenti.
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