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Teheran accusa Italia e Romania: «Complici della guerra»

26/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹
Ieri le parole di Mark Rutte sui voli partiti dalle basi statunitensi in Italia per l’operazione «Epic Fury» contro l’Iran sono diventate, agli occhi di Teheran, la prova della «complicità attiva» della Nato nella guerra contro la Repubblica islamica. In un colloquio con Fox News, mercoledì il segretario generale Nato – che si preparava a un colloquio con Donald Trump nello Studio Ovale – aveva rivendicato il contributo degli alleati all’operazione in Medio Oriente: «Paese dopo Paese, alleato dopo alleato, hanno messo a disposizione le proprie basi per Epic Fury», aveva affermato, parlando in particolare di «centinaia di aerei americani decollati da basi in Italia». A Roma, la Difesa era corsa ai ripari, seguita poco dopo dalla stessa Alleanza, che ha chiarito: Rutte si riferiva unicamente a voli logistici, non coinvolti in attività cinetiche, nel pieno rispetto di accordi e trattati. Una spiegazione che, però, non ha convinto Teheran. Ieri il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha definito quelle parole «un’ammissione chiara e inequivocabile della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite», denunciando «una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi cardine della Carta dell’Onu». Il messaggio era rivolto a tutti gli alleati, ma soprattutto a Roma e Bucarest. «L’Italia e la Romania sono state esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran», ha scritto Baghaei su X, sostenendo che questi Paesi, «insieme a tutti gli altri Stati europei che hanno sostenuto l’aggressione americano-israeliana», ora dovranno spiegare «ai propri cittadini e al mondo» perché abbiano scelto di «colludere in questo palese atto di aggressione». La replica italiana è arrivata nel giro di poche ore. Su X, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che «l’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran», nel «più rigoroso rispetto» dei trattati con gli Stati Uniti. Ha poi aggiunto che la riapertura dell’ambasciata italiana a Teheran rappresenta «un forte segnale di dialogo», anche in vista della ripresa dei rapporti economici e culturali. Il chiarimento è proseguito con una telefonata tra Tajani e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Il titolare della Farnesina ha ribadito la propria versione, mentre da Teheran Araghchi ha ringraziato il collega italiano per la «chiarezza» della posizione espressa, insistendo tuttavia sulla necessità che il governo italiano smentisca ufficialmente le dichiarazioni di Rutte.
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