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Sono astigiani i quattro arrestati per aver tirato i sassi contro auto e camper a Boves
Sono gravissime le accuse di cui devono rispondere quattro giovani residenti nell'Astigiano, con età fra i 22 e i 30 anni, imparentati fra loro e tutti appartenenti ad una famiglia che si occupa del recupero di rottami ferrosi. A loro carico la Procura di Cuneo contesta 11 tentati omicidi e attentato alla sicurezza dei trasporti in relazione al gesto che hanno compiuto nell'agosto dell'anno scorso sulla strada Bovesana, in provincia di Cuneo. Una strada molto trafficata, soprattutto per il passaggio di turisti da Cuneo verso le valli montane. E per chi è passato in quei momenti su quella strada, si è trattato di un vero incubo, perché ad un certo punto i veicoli in direzione delle montagne sono stati colpiti da una "grandinata" di sassi lanciati da un'auto che viaggiava in direzione opposta. Per svariate centinaia di metri, da quell'auto sono partiti i sassi che hanno colpito gli altri veicoli all'altezza dei parabrezza, con il rischio di incidenti gravissimi. Fra le "vittime" dei lanci un pulmino che stava trasportando 15 atleti dello sci club Equipe Limone (salvi solo grazie alla prontezza di riflessi del loro conducente) e un camper sul quale viaggiava una coppia astigiana. «Io e mio marito eravamo diretti a Limone Piemonte - aveva raccontato all'epoca l'astigiana coinvolta - Mentre eravamo al telefono con i miei suoceri, in viva voce, abbiamo sentito un colpo fortissimo e il parabrezza è anato immediatamente in frantumi. Mio marito che era alla guida, è stato colpito in pieno viso da una pietra di luserna tagliente ed acuminata ma, nonostante spavento e dolore forte, ha avuto il sangue freddo di rallentare e fermarsi senza provocare incidente. E' stato un incubo». All'inizio si pensava si trattasse di una pietra rotolata giù da una rupe che costeggia la strada o di una pietra che si trovava sull'asfalto e fosse stata "sparata" da un'auto in transito che l'avesse inconsapevolmente pizzicata ma ben presto, proprio a causa delle numerose segnalazioni in pochi minuti, i carabinieri intervenuti hanno concluso che si fosse trattato di un atto doloso. «E' stato quindi ovvio che qualcuno si fosse divertito a giocare con la vita degli altri lanciando le pietre dal finestrino di un'auto in corsa» aveva affermato la donna. Grazie alle prime testimonianze raccolte sul momento che riportavano ad una vettura sospetta, alle telecamere di sorveglianza della zona e poi ad altre attività di indagine particolarmente impegnative, i carabinieri di Cuneo e della stazione di Boves sono risaliti ad un'auto specifica sulla quale si trovavano i fratelli e cugini arrestati.
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