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Novi. Le ultime occasioni per ammirare da vicino, ad altezza di persona, la Pala di San Pietro dipinta da Andrea Semino
Dopo l'apprezzamento durante la “Lunga notte delle Chiese" particolarmente gradita dai novesi venerdì 5 giugno, annunciate tre nuove occasioni per ammirare da vicino, ad altezza di persona, la Pala di San Pietro a Novi Ligure dipinta da Andrea Semino negli anni 1574 - 1576, prima che venga ricollocata al suo posto, a quattro metri d'altezza: venerdì prossimo, 19 giugno, dalle 21 alle 23 (apertura straordinaria della chiesa); sabato 20 dalle 9 alle 12 e poi dalle 16 alle 19 (negli orari consueti di apertura della chiesa).Sarà l'occasione, l'ultima per un bel po' di tempo a venire, per apprezzare appieno un capolavoro del Rinascimento così come lo richiesero, e ottennero, i committenti quasi cinque secoli fa, scoprendo passo dopo passo, assieme alle volontarie e ai volontari del gruppo “Antiche chiese di Novi Ligure", quanto sia "terrena" (cioè connessa alla realtà storica del tempo) la scelta dei tre Santi qui raffigurati.Oltre a questo, i documenti trovati dal ricercatore Carlo Bianchi nel fondo notarile di Novi Ligure (oggi all'Archivio di Stato di Alessandria) e pubblicati dal professor Carlo Prosperi, dimostrano che non ci fu un committente prevalente (o "main sponsor", come va di moda dire oggi), ma la Pala fu commissionata, e pagata, raccogliendo fondi dall'intera comunità parrocchiale che, oltre a una non trascurabile disponibilità economica, dimostrò di possedere un raffinato gusto artistico andando a scegliere non un pittore qualsiasi ma un artista come Andrea Semino, conteso dalle più importanti famiglie genovesi per le quali affrescò chiese e palazzi in tutta Genova, e non solo: di lui sono noti pochi dipinti su tela (oltre al nostro, due sono alla Pinacoteca di Voltaggio, uno alla Galleria Sabauda e un altro in una collezione privata), il che rende questa pala d'altare particolarmente interessante per storici e appassionati d'arte.Questa pala d'altare fu spostata nel 1712, quando l'antico altare rinascimentale fu smantellato per lasciar posto all'attuale, marmoreo e barocco, donato alla Chiesa Parrocchiale di San Pietro dalla famiglia novese Castiglione: la successiva collocazione, sulla parete absidale a quattro metri d'altezza, avendolo reso più difficile da vedere, e apprezzare, ne ha permesso la conservazione anche quando, a partire dal XIX secolo, il patrimonio artistico della nostra città fu pesantemente depauperato da furti e, soprattutto, demolizioni inopinate e vendite del tutto insensate. Prima che, tra pochi giorni, questa pala torni al suo posto, abbiamo ancora quest'occasione di apprezzarla come poterono farlo i novesi quando, esattamente quattro secoli e mezzo fa, si accingevano a pagare l'ultima rata del compenso dovuto ad Andrea Semino.Nella foto: visione d'insieme della Pala di San Pietro a Novi Ligure dipinta da Andrea Semino negli anni 1574 - 1576
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