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Eboli
Giornalista carbonizzato a Eboli: il caso Luca Esposito e le indagini in corso Il corpo carbonizzato di Luca Esposito, giornalista sportivo di Tutto Salernitana, è stato trovato a Eboli. Cosa è emerso dalle indagini e chi era la vittima. Giornalista carbonizzato a Eboli: la scoperta che ha sconvolto la Campania, la notizia appare nel profilo Facebook di Salvini che a sua volta riprende un articolo del quotidiano Il Giornale. Nella notte tra sabato e domenica scorsi, un incendio tra le sterpaglie di un terreno agricolo a Eboli, in provincia di Salerno, ha nascosto una tragedia. Quando i vigili del fuoco sono arrivati per spegnere le fiamme in contrada Bivio Cioffi, lungo la Strada Statale 7 bis, si sono trovati davanti una scena che nessuno si sarebbe aspettato: tra i rovi bruciati c’era un corpo completamente carbonizzato. Dopo ore di incertezza, l’identità è stata confermata. Si tratta di *Luca Esposito*, 53 anni, giornalista sportivo originario di Nocera Inferiore. All’anagrafe Luigi, era una voce nota del giornalismo campano. Direttore di _Tutto Salernitana_, collaboratore di Otto Channel e opinionista, Esposito aveva costruito la sua carriera con passione, seguendo il calcio e raccontando lo sport con competenza. La notizia del *giornalista carbonizzato a Eboli* ha fatto subito il giro delle redazioni. Una morte violenta, che gli inquirenti trattano fin da subito come omicidio. Chi era Luca Esposito: il volto del giornalismo sportivo salernitano Luca Esposito non era solo un giornalista. Era una persona conosciuta, stimata e ascoltata nell’ambiente sportivo della Campania. Nato a Nocera Inferiore e residente nella Valle dell’Irno, aveva due lauree: una in Biologia e una in Lettere. Un percorso che univa la mente scientifica alla passione per la scrittura e per lo sport. La sua carriera giornalistica era solida: – *Direttore di Tutto Salernitana*, uno dei siti più seguiti dai tifosi granata – *Collaboratore di Otto Channel*, dove interveniva come opinionista – *Firma per La Città di Salerno*, quotidiano locale Chi lo conosceva lo descrive come una persona precisa, ironica, sempre presente sugli stadi e nelle conferenze stampa. Non cercava clamore. Voleva raccontare il calcio, soprattutto quello della sua terra. Nei giorni successivi alla tragedia, colleghi, tifosi e istituzioni hanno pubblicato messaggi di cordoglio. Una perdita che ha lasciato un vuoto nel mondo dell’informazione sportiva regionale. Cosa è successo a Eboli: la dinamica e i primi rilievi Il ritrovamento è avvenuto nelle prime ore del mattino. I vigili del fuoco sono intervenuti per un rogo di vegetazione e, una volta spente le fiamme, hanno notato il corpo. A quel punto sono arrivati i carabinieri del NORM della compagnia di Eboli, i tecnici della Sezione Investigazioni Scientifiche di Salerno, il medico legale e il sostituto procuratore di turno della Procura guidata da Raffaele Cantone. Il corpo era irriconoscibile. Senza documenti. L’identificazione è stata possibile solo dopo il ritrovamento, a poca distanza, dell’auto di Esposito. Dai controlli è emerso che l’auto era sua e da lì si è risaliti al nome. Già dai primi accertamenti la pista dell’incidente è stata scartata. Gli investigatori parlano chiaramente di *omicidio*. Secondo quanto trapelato, sul corpo sarebbe stato rilevato un foro compatibile con un colpo d’arma da fuoco. Nelle vicinanze sarebbe stato trovato anche un bossolo. L’ipotesi al lavoro è questa: Esposito sarebbe stato ucciso altrove e poi il corpo sarebbe stato trasportato a Eboli e dato alle fiamme per cercare di cancellare le tracce. Le indagini in corso sul caso del giornalista carbonizzato a Eboli Al momento la Procura di Salerno mantiene il massimo riserbo. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Raffaele Cantone e punta a chiarire movente, autori e dinamica esatta. Gli investigatori stanno lavorando su più fronti: 1. *Analisi dei tabulati telefonici e delle ultime chiamate* di Esposito 2. *Controllo delle telecamere* della zona di Eboli e dei comuni limitrofi per ricostruire gli spostamenti della vittima e della sua auto 3. *Audizione di colleghi, familiari e conoscenti* per capire se nelle ultime settimane avesse ricevuto minacce o avesse avuto problemi Circolano molte voci sui social e in alcuni post politici, tra cui l’ipotesi di un presunto responsabile di nazionalità tunisina. Al momento però *nessuna fonte ufficiale* – Procura, Carabinieri o Polizia – ha confermato nomi, nazionalità o arresti. È importante quindi distinguere tra le informazioni verificate e le indiscrezioni. Gli inquirenti hanno chiesto di non diffondere notizie non riscontrate per non ostacolare le indagini. Il giallo mediatico e la disinformazione Come spesso accade in casi di cronaca nera che coinvolgono personaggi pubblici, la notizia si è diffusa in poche o
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