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Vigili del fuoco morti per glioblastoma, i figli scrivono a Mattarella: "Presidente, la ricerca vada avanti per dare risposte"

27/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹 ⚠️
Un rispettoso appello per contribuire a mantenere viva l'attenzione delle istituzioni, incoraggiando una sempre maggiore sensibilità verso la ricerca scientifica, il monitoraggio epidemiologico, la prevenzione e la tutela della salute dei vigili del fuoco. È quello rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella dai figli di Antonio Ralli e Mario Marraghini, che hanno dedicato oltre trent'anni della propria vita al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e come presidente e vicepresidente dell'Associazione Salute e Prevenzione per i Vigili del Fuoco, nata dal desiderio di trasformare un dolore personale in un impegno collettivo al servizio di chi, ogni giorno, continua a indossare quella stessa divisa. “I nostri padri – spiegano Matteo Ralli e Alessio Marraghini nella lettera inviata il 23 luglio al Capo dello Stato – sono stati entrambi colpiti da glioblastoma. Da quella esperienza è nata una domanda che, negli anni, è diventata il cuore della nostra attività: come possiamo contribuire a tutelare la salute di coloro che dedicano la propria vita al soccorso della collettività? Non pretendiamo di avere risposte che spettano alla scienza. Crediamo però che alcune domande meritino di essere affrontate con determinazione, rigore e responsabilità dalle istituzioni della Repubblica”. Tre vigili del fuoco che avevano prestato servizio ad Arezzo, Mario Marraghini, Maurizio Ponti e Antonio Ralli, sono deceduti quando erano in pensione o stavano per andarci, rispettivamente a 64, 59 e 68 anni, tra l’ottobre 2022 e il dicembre 2023. Identica la diagnosi: glioblastoma di IV grado. I dubbi ruotano sui dispositivi utilizzati in servizio. “Nell’ultimo anno – prosegue la missiva – abbiamo raccolto testimonianze di numerosi vigili del fuoco e molte famiglie provenienti da diverse realtà del Paese. La ricerca scientifica internazionale sta dedicando crescente attenzione a questi temi. Anche in Italia qualcosa ha iniziato a muoversi: sono stati avviati primi studi, sono state presentate interrogazioni parlamentari e il dibattito istituzionale ha iniziato, seppur timidamente, ad affrontare il tema. Riconosciamo con gratitudine questi primi segnali. Abbiamo avuto l'onore di poter contribuire a questo confronto anche il 25 giugno scorso, intervenendo presso la Sala stampa della Camera dei Deputati per richiamare l'attenzione sulla salute dei Vigili del Fuoco. Eppure, Signor Presidente, abbiamo la sensazione che tutto questo non sia ancora sufficiente. La nostra maggiore preoccupazione è che il nostro Paese non riesca ancora a conoscere pienamente ciò che accade a chi ha dedicato la propria vita al servizio degli altri. La tutela della salute dei Vigili del Fuoco non può limitarsi a una specifica malattia o a una particolare esposizione. Deve riguardare, in modo più ampio, tutte le patologie che potrebbero essere influenzate dall'attività professionale svolta, anche a distanza di molti anni". [articlepreview id="439927" link="https://www.corrierediarezzo.it/news/cronaca/439927/tre-vigili-del-fuoco-morti-per-glioblastoma-la-cgil-lo-stato-nega-la-causa-di-servizio-ma-non-e-fatalita-serve-studio-su-esposizione-ai-pfas.html"] La lettera prosegue: "Sappiamo bene che il personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco non rientra nel sistema ordinario di tutela assicurativa dell'Inail e che la principale forma di tutela passa attraverso l'istituto della causa di servizio. Anche le nostre famiglie hanno intrapreso questo percorso, alcune richieste sono già state respinte, altre proseguono nelle sedi previste dall'ordinamento. Non richiamiamo queste vicende per chiedere un intervento sui singoli procedimenti, che rispettiamo pienamente, ma perché riteniamo che esse evidenzino quanto sia difficile affrontare patologie complesse in assenza di un quadro epidemiologico sufficientemente consolidato e di strumenti di conoscenza ancora più efficaci. Questa complessità ricade spesso anche sulle famiglie, che si trovano ad affrontare autonomamente approfondimenti scientifici, consulenze specialistiche e ricostruzioni documentali mentre stanno già vivendo il peso di una grave malattia o di un lutto”. Matteo Ralli e Alessio Marraghini concludono: “Non Le chiediamo risposte che la scienza non ha ancora definitivamente raggiunto. Le chiediamo soltanto che la ricerca di quelle risposte possa diventare un impegno sempre più strutturato e condiviso dal nostro Paese”.
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