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Ndrangheta
Ndrangheta, maxi operazione in Calabria: arresti e sequestri colpiscono i clan La *Ndrangheta* torna al centro di una maxi operazione in Calabria. Nella mattinata del 14 luglio 2026 le forze dell’ordine hanno eseguito decine di misure cautelari tra Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza, con ramificazioni anche al Nord Italia. L’indagine, coordinata dalle Direzioni Distrettuali Antimafia, punta a smantellare assetti criminali legati a estorsioni, traffico di droga, infiltrazioni nella sanità e negli appalti pubblici. Secondo quanto ricostruito, la *Ndrangheta* avrebbe rafforzato negli ultimi mesi il controllo su alcuni settori economici, usando società di comodo e prestanome per mimetizzare gli investimenti. L’operazione di oggi rappresenta uno dei colpi più duri dell’anno e conferma come i clan calabresi continuino a operare con logiche imprenditoriali, ma con il metodo violento tipico dell’organizzazione mafiosa. ### Come si è svolta l’operazione All’alba i militari del ROS dei Carabinieri, della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione a ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP su richiesta delle DDA di Reggio Calabria e Catanzaro. Le perquisizioni hanno coinvolto abitazioni, uffici e attività commerciali in diverse province calabresi. 40d3 Gli arresti riguardano presunti affiliati e fiancheggiatori di cosche storiche. Tra i reati contestati: associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, traffico di stupefacenti, riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e turbata libertà degli incanti. 2bfc Parallelamente sono stati eseguiti sequestri preventivi di aziende, immobili e conti correnti. L’obiettivo degli inquirenti è colpire non solo gli uomini, ma soprattutto i patrimoni: il business della *Ndrangheta* si regge infatti su capitali reinvestiti in economia legale. ### I settori sotto attacco: sanità, appalti e droga Dagli atti emerge un quadro in cui la *Ndrangheta* non si limita più al territorio. I clan monitorati avrebbero gestito commesse pubbliche imponendo assunzioni e forniture agli imprenditori impegnati nei lavori in paese e nelle zone limitrofe. Una dinamica già vista in precedenti inchieste, dove le cosche decidevano chi doveva lavorare e a quali condizioni. 40d3 Particolare attenzione è stata riservata al settore sanitario. In inchieste recenti è emerso come alcune ditte legate alla *Ndrangheta* fossero riuscite a ottenere l’affidamento del servizio di fornitura di autoambulanze per il 118, grazie a contatti con esponenti politici e dirigenti dell’Asp. In alcuni casi sarebbero stati forniti mezzi privi dei requisiti tecnici richiesti. Il meccanismo è sempre lo stesso: agganciare la pubblica amministrazione, condizionare le gare, poi drenare risorse. fbd5 Accanto a questo resta centrale il traffico di droga. Le indagini hanno documentato spedizioni di cocaina e marijuana gestite dalle cosche e destinate sia al mercato calabrese che a piazze del Nord, come Milano, Bergamo, Pavia e Lodi. In altri casi sono stati ricostruiti carichi di centinaia di chili di cocaina arrivati da cartelli sudamericani e distribuiti in tutta la Penisola. 40d34094 ### Le cosche coinvolte e i legami fuori dalla Calabria L’operazione di oggi colpisce più famiglie. Tra quelle finite nel mirino ci sono articolazioni riconducibili a clan operativi a Reggio Calabria e nel Vibonese, con collegamenti storici con cosche di Cutro e Siderno. 425f Un elemento che ricorre è la proiezione fuori regione. La *Ndrangheta* ha costruito negli anni vere e proprie “filiali” in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Umbria. A Bologna e Roma, per esempio, gruppi legati ai Piromalli-Molè sono stati accusati di bancarotta fraudolenta, truffa e riciclaggio, con sequestri per oltre 1,5 milioni di euro. 40d3425f4e06 Anche all’estero i contatti restano stretti. In passato esponenti di vertice sono stati monitorati nei viaggi per dirimere controversie con diramazioni in Australia, mentre altre indagini hanno documentato ramificazioni fino in Germania con schemi di territorialità e imposizioni violente analoghi a quelli calabresi. 40d3d08f ### Estorsioni e controllo del territorio Uno dei fronti principali resta quello delle estorsioni. Gli inquirenti descrivono un sistema di “rastrellamento” lungo gli assi commerciali delle città, con richieste che arrivano a decine e centinaia di migliaia di euro. e099 Le vittime sono imprenditori edili, gestori di locali, imprese di pulizia e commercio. Il denaro estorto viene poi reinvestito in bar, frutterie e altre attività intestate a prestanome per eludere i sequestri. dff5 Nelle intercettazioni è emersa anche la creazione di “commissioni tecniche” miste tra cosche diverse, con l’obiettivo di evitare sovrapposizioni e ottimizzare le estorsioni. Un segnale di quanto la *Ndrangheta* abbia razionalizzato il cr
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