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Weekend nero sulle Alpi: sette alpinisti morti in poco più di 24 ore
Un fine settimana drammatico sulle montagne della Valle d'Aosta. Dopo la tragedia avvenuta sul Gran Paradiso, dove hanno perso la vita i trentini Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti, il bilancio si è aggravato con altri quattro decessi registrati tra Cervino, Monte Bianco e Mont Maudit: in poco più di 24 ore le vittime sono diventate sette. La prima tragedia si è consumata venerdì 12 giugno sulla parete nord del Gran Paradiso. Antonio Sardano, 49 anni, Sergio Martinelli, 29 anni, e Maicol Zenatti, 39 anni, tutti residenti in Trentino, stavano affrontando l'ascesa verso la vetta dopo aver trascorso la notte al rifugio Federico Chabod, in Valsavarenche, a quota 2.750 metri. Erano partiti intorno alle tre del mattino con l'obiettivo di raggiungere la cima del Gran Paradiso, l'unica vetta oltre i quattromila metri interamente in territorio italiano. La cordata stava percorrendo la impegnativa parete nord quando è precipitata per oltre 400 metri. Nessuno ha assistito all'incidente e al momento non è stato possibile stabilire con certezza cosa abbia provocato la caduta. Secondo le prime ipotesi, uno dei tre potrebbe aver perso l'appoggio durante la salita, trascinando nel vuoto anche gli altri due compagni legati alla stessa corda. L'allarme è scattato poco dopo le 19.30 per il mancato rientro degli alpinisti. A contattare i soccorsi sono stati i familiari, preoccupati dall'assenza di notizie. Sul posto sono intervenuti in elicottero i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano insieme ai militari del Sagf della Guardia di Finanza di Entrèves. Grazie al segnale GPS attivato da uno dei tre alpinisti, i corpi sono stati individuati rapidamente a circa 3.600 metri di quota. Le salme sono state recuperate e trasferite ad Aosta per il riconoscimento. Sardano e Martinelli erano anche colleghi e lavoravano alla Pigmento Lab, una società specializzata in soluzioni digitali, mentre Zenatti, originario di Brentonico, operava nel settore del soccorso sanitario. Tutti e tre erano soci della Società degli Alpinisti Tridentini. "È una tragedia che colpisce profondamente l'intera comunità della montagna", ha dichiarato il presidente della Sat, Cristian Ferrari. "Parliamo di persone che conoscevano la montagna, che la frequentavano con esperienza, preparazione e rispetto. Ed è forse proprio questo che rende ancora più doloroso quanto accaduto". Nelle ore successive il bilancio si è ulteriormente aggravato. Un alpinista è morto sul Cervino, mentre il compagno di cordata è stato recuperato illeso. Le operazioni di riconoscimento sono state affidate al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Cervinia. Un secondo decesso si è verificato sul ghiacciaio della Brenva, sul massiccio del Monte Bianco, dove il corpo dell'alpinista è stato successivamente trasferito a Courmayeur. Le altre due vittime hanno invece perso la vita sulla cresta Kuffner del Mont Maudit, sul versante francese del Monte Bianco. In questo caso le operazioni di recupero delle salme sono state coordinate dal Soccorso Alpino francese, competente per il territorio. Gli interventi di soccorso hanno richiesto il coordinamento tra le strutture italiane, francesi e svizzere impegnate nelle diverse aree interessate dagli incidenti, con più operazioni gestite contemporaneamente nell'arco di poche ore. Le indagini dovranno chiarire le cause dei singoli incidenti, ma il bilancio resta pesantissimo: sette morti tra Gran Paradiso, Cervino e Monte Bianco in poco più di un giorno
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