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Presentato a Unimore il Rapporto di Genere Almalaurea - [Tv.Unimore]
I titoli di laurea ottenuti nel 2024 presso l'Università di Modena e Reggio Emilia sono complessivamente pari a 5.695 (ti tratta di 3.302 titoli di laurea di primo livello, 1.863 magistrali biennali e 530 a ciclo unico). La componente femminile è complessivamente pari al 54,5% (55,5% nei percorsi di laurea di primo livello, 47,3% in quelli magistrali biennali e 74,0% nei percorsi di laurea a ciclo unico). Le laureate provengono in misura minore da contesti familiari favoriti dal punto di vista culturale: il 26,1% delle donne ha almeno un genitore laureato rispetto al 34,7% degli uomini. Le donne inoltre sono meno coinvolte dal fenomeno dell’ereditarietà del titolo di laurea, soprattutto se quest’ultimo afferisce alle discipline che indirizzano verso la libera professione: tra i laureati a ciclo unico ottengono il titolo nello stesso gruppo disciplinare di uno dei genitori il 32,2% delle donne rispetto al 38,2% degli uomini. Per quanto riguarda il percorso pre-universitario, le donne provengono in misura maggiore da percorsi liceali (72,6% rispetto al 59,0% degli uomini). Durante gli studi universitari, laureate e laureati possono arricchire il proprio bagaglio formativo attraverso diverse esperienze, tra cui il tirocinio curriculare: tra i laureati del 2024 dell’Università di Modena e Reggio Emilia questa esperienza è più diffusa tra le donne (73,6%) rispetto agli uomini (66,2%). Le donne inoltre sono più regolari negli studi rispetto agli uomini, tanto che si laureano in corso il 66,2% delle donne e il 55,6% degli uomini. ESITI OCCUPAZIONALI DI LAUREATE E LAUREATI I laureati di secondo livello del 2019 dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia contattati a cinque anni dal titolo sono 2.178 (di cui 1.650 magistrali biennali e 528 magistrali a ciclo unico). In termini occupazionali, si confermano le note differenze di genere: il tasso di occupazione è del 92,4% per le donne e del 95,7% per gli uomini (il differenziale è di 3,3 punti percentuali a favore della componente maschile). A un lustro dal titolo tra le donne sono meno diffusi i contratti alle dipendenze a tempo indeterminato (64,4% rispetto al 75,8% degli uomini), mentre risultano più frequenti i contratti a tempo determinato (13,8% rispetto al 4,7% degli uomini). È naturale che queste differenze siano legate anche alle diverse scelte professionali maturate da uomini e donne; queste ultime, infatti, tendono più frequentemente a inserirsi nel pubblico impiego (dichiara di lavorarci il 36,0% delle donne e 18,9% degli uomini) e nel mondo dell’insegnamento, notoriamente in difficoltà nel garantire, almeno nel breve periodo, una rapida stabilizzazione contrattuale. Le differenze di genere si confermano anche dal punto di vista retributivo: a cinque anni dal titolo, le donne dichiarano di percepire 1.808 euro netti mensili, rispetto ai 2.161 euro degli uomini. LAUREATE E LAUREATI NEI PERCORSI STEM Focalizzando l’attenzione sulle discipline di studio in ambito STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) tra i laureati del 2024 dell’Università di Modena e Reggio Emilia la componente maschile è più elevata e raggiunge il 74,9%, rispetto al 25,1% di quella femminile. Le donne, più degli uomini, “ereditano il titolo” da almeno uno dei due genitori (rispettivamente 25,2% e 12,7%). L’Indagine sulla Condizione occupazionale a cinque anni dal conseguimento del titolo di secondo livello dei laureati dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia mostra elevati livelli occupazionali, peraltro senza evidenziare differenze di genere: tra i laureati STEM, infatti, il tasso di occupazione è pari al 97,5% per le donne e al 97,1% per gli uomini. Tra i laureati STEM la retribuzione mensile netta è, in media, di 1.942 euro tra le donne e 2.242 euro tra gli uomini. In termini di caratteristiche del lavoro svolto, tra le donne STEM si rileva una minore diffusione dei contratti alle dipendenze a tempo indeterminato (-18,4 punti percentuali rispetto agli uomini) e una maggiore diffusione dei contratti alle dipendenze a tempo determinato (+9,8 punti), delle attività sostenute da borsa o assegno di studio o di ricerca (+4,0 punti) e delle attività in proprio (+3,2 punti). “Il Rapporto di genere di AlmaLaurea restituisce una fotografia che riguarda l’intera comunità universitaria, dalle scelte di iscrizione fino ai primi anni dopo la laurea, e invita a tenere insieme due piani che spesso viaggiano su binari paralleli, la qualità della formazione e la qualità degli esiti - ha commentato la Rettrice Unimore Rita Cucchiara -. Da un lato emergono percorsi di studio forti, con studentesse che arrivano al titolo con risultati solidi, frequenza, regolarità e una partecipazione ampia alle attività formative che collegano aula e contesti professionali. Dall’altro lato, nel passaggio verso il lavoro e nella traiettoria successiva, riemergono distanze che to
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