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La Voce dei Berici
Una giovane vicentina e un giovane di Pordenone sono i due italiani in partenza per Seul, in Corea del Sud, dove collaboreranno come volontari all’organizzazione della GMG del 2027.
Mariasole Maggiolo, 23 anni, al primo anno di laurea magistrale in psicologia a Padova, ha ricoperto vari ruoli nel Movimento Studenti di Azione Cattolica: segretaria diocesana dal 2020 al 2024, incaricata regionale, poi in équipe nazionale. Dopo aver concordato un anno di sospensione dall’Università, la giovane partirà per Seul assieme a Emanuele Francescut di Fiume Veneto (diocesi di Pordenone) il prossimo 26 luglio.
La GMG di Lisbona 2023 è stata la tua prima GMG ed è stata vissuta da pellegrina. Che esperienza è stata?
(Sorride). «È stata una prima grande esperienza di fede. Ero partita con l’aspettativa di vivere la fede insieme ad altri giovani, perché vengo da una parrocchia piccola (i Carmini in città, ndr). Ho trovato una cosa inimmaginabile: la voglia di stare insieme sempre, che andava dal cantare in metro all’aiutarsi a portare le borse per la veglia. Una fraternità costruita nelle piccole cose».
Cos’è cambiato dopo Lisbona?
«Due cose: il rapporto con il Papa e il mio modo di vivere il servizio. Francesco è il primo Papa che ho vissuto in modo consapevole. Mi sono sentita vista, accolta e capita da lui, per quando fossi fisicamente lontana… e poi ho colto l’importanza del servizio per gli altri».
Un’esperienza che ti ha portata a diventare volontaria al Giubileo Giovani 2025…
«Nella veglia di Lisbona ho saputo del Giubileo a Roma e ho detto subito: «Qualsiasi cosa ci sarà a Roma, io ci sarò come volontaria». Sono stati 10 giorni totalizzanti vissuti con quasi 100 persone mai viste, ma eravamo un po’ come dei pellegrini anche noi. Ho sperimentato che anche con un sorriso distribuendo volantini posso fare del bene. Poco riposo perché c’erano molte cose da fare, ma è stato intensissimo. Sono tornata a casa convinta che tutti servono. Ognuno ha il suo posto nel mondo e tutti possono portare qualcosa di bello nella vita degli altri, anche se in modo non consapevole. Nell’umiltà e nella semplicità».
E Seul 2027 ancora da volontaria…
«Sempre a Lisbona, appena ho saputo della GMG in Corea, ho detto non so come e non so quando, ma ci sarò. Sono stata chiamata a vivere questa esperienza come una missione. Mi è successo due volte: quando ho deciso di studiare psicologia e in questa occasione. Se sono stata chiamata a vivere questa esperienza, non è perché sono perfetta, ma perché sono stata amata, benedetta e custodita da qualcun Altro».
Perché partecipare alla GMG?
«Per vivere la fede come Chiesa, da fratelli e sorelle, e darle un grande respiro. Ti mette in discussione anche solo pregare in un’altra lingua, perché apre la mente e il cuore e capisci che non sei solo nel vivere la fede. E poi, quando ti ricapita?! Non dev’essere una lingua straniera a bloccare un’esperienza così bella!».
A casa come hanno reagito?
«La mia famiglia mi supporta sempre, anche con orgoglio, pur magari facendo un po’ fatica a capire alcune scelte, perché sono l’unica impegnata nell’associazionismo, ma non mi sento sola, anzi».
Com’è il cuore adesso?
«Sta esplodendo di luce e gratitudine per tutte le persone con cui ho camminato fino ad ora…in attesa di quelle con cui camminerò».
Naike Monique Borgo
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