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Da Schwarzenbach a Vannacci: l’evoluzione dei patrioti

13/07/2026 · Article 🕐 🆕 😊
Ormai da diversamente giovane, per non dire anziano, mi rendo conto di aver trascorso il doppio della mia vita in Svizzera rispetto a quella vissuta in Italia dove sono cresciuto con i nonni materni presso i quali mi avevano lasciato i miei genitori che sono stati tra i primi emigrati italiani arrivati dalla Toscana nella Confederazione alla fine degli anni ´40 del secolo scorso. Una decisione, quella, che inizialmente era dovuta al desiderio di volervi restare entrambi solo per alcuni anni, ovvero il tempo di risparmiare un po´di soldi da investire poi al paese in Italia in una attività commerciale.   Invece, con il passare degli anni, entrambi si sono ambientati ed hanno iniziato a pensare di restare ancora in Svizzera e di portarmi con loro. Purtroppo in questo Paese, siamo nei primi anni ´60 crebbe un clima anti-straniero che agli immigrati italiani non consentiva più di programmarvi una permanenza. Da qui la decisione di lasciarmi ancora in Italia con i nonni. Infatti il mio arrivo in questo Paese, ed il ricongiungimento con i miei genitori, è avvenuto solo nel 1970 dopo la bocciatura del primo referendum contro l´inforestierimento lanciato da Azione Nazionale di James Schwarzenbach.   Questa premessa su una vicenda del tutto personale per ricordare, da un lato, da testimone e “vittima” di quel clima, quanto avvenuto in Svizzera nei confronti degli immigrati in più di mezzo secolo in cui si sono tenuti ben 19 iniziative antistranieri, pur di vario tipo. Tutte iniziative sempre promosse e sostenute dalla destra xenofoba elvetica che, speculando politicamente sulla presenza degli stranieri, in pochi lustri, dal niente - come l’UDC - è diventato il primo partito in Svizzera. Iniziative che, peraltro, pur non avendo mai avuto successo, hanno spaccato in due l’elettorato elvetico: basti pensare che quella prima iniziativa antistranieri del 1970 fu respinta dal 54% dei votanti e l’ultima, avvenuta proprio lo scorso 14 giugno, è stata pure respinta dal 54,8% degli elettori.   Dall’altro lato anche per ricordare che - avendo vissuto a lungo in Italia e frequentandola spesso sia per motivi familiari che professionali - mentre per alcuni decenni vi si criticava aspramente la xenofobia elvetica nei confronti degli immigrati italiani, pure nel Belpaese dagli anni ´90 in poi si sono sempre più spesso manifestati analoghi episodi di razzismo. Prima con la Lega Nord di Umberto Bossi, nata nelle Valli del Varesotto forse scimmiottando la nascente e confinante Lega dei Ticinesi, che, al grido di “Roma ladrona”, ha individuato i suoi nemici nel governo “di Roma” e negli stessi immigrati nel nord Italia provenienti dalle Regioni meridionali e, successivamente, nei confronti dei primi extracomunitari arrivati in Italia dall’Albania e dalla sponda sud del Mediterraneo.   Come in Svizzera per l’UDC, anche in Italia la battaglia politica contro l’immigrazione è stata per molti anni la fortuna elettorale della Lega Nord e poi del neonato partito di Fratelli d’Italia, ultimo erede della destra storica italiana, quella del Movimento Sociale. Tuttavia il loro razzismo è sempre stato manifestato un po’ all’acqua di rose e con un linguaggio condizionato dal “politicamente corretto”. Ma oggi con la scesa in campo in Italia del nuovo partito politico di “Futuro Nazionale” del generale Vannacci, che sta erodendo i consensi sia alla Lega Nord che a Fratelli d’Italia, il razzismo italico contro gli immigrati ha liberato nel linguaggio i suoi freni inibitori tanto da superare quello al quale ci avevano abituato perfino i leader ed i seguaci della destra elvetica. Ovvero siamo in presenza dell’evoluzione della specie dei patrioti da James Schwarzenbach al generale Roberto Vannacci, con la conseguenza che adesso nel Belpaese a “noi” svizzeri non ci dicono più che siamo razzisti. Bontà loro!  
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