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No Tav, il prefetto vieta il campeggio tra Susa e Bussoleno: polizia e carabinieri sgomberano i manifestanti

30/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹 😊
Stangata del Prefetto sul campeggio No Tav e Val di Susa sempre più blindata. Il prefetto di Torino, Donato Cafagna, ha infatti emanato tre ordinanze in occasione del campeggio No Tav che avrebbe dovuto aprirsi oggi in Val di Susa e proseguire per quattro giorni. I provvedimenti riguardano il divieto di campeggio libero a Susa e Bussoleno, il divieto di detenere senza giustificato motivo materiali idonei a coprire il volto o potenzialmente pericolosi in diversi Comuni della valle, e lo stop all’accesso a piedi in forma organizzata nelle aree vicine ai cantieri Tav. La prima ordinanza stabilisce il divieto di campeggio libero a Susa e Bussoleno dal 30 luglio fino alle ore 7 del 3 agosto. La seconda vieta di detenere, senza giustificato motivo, oggetti e materiali ritenuti idonei all’occultamento del viso, tra cui caschi, maschere antigas, mascherine respiratorie e passamontagna, oltre a oggetti potenzialmente utilizzabili come mezzi contundenti, fumogeni e materiale esplodente di qualunque natura. Il provvedimento interessa i territori dei Comuni di Bruzolo, Bussoleno, Chiomonte, Giaglione, San Didero e Susa. La terza ordinanza vieta, nello stesso arco temporale, l’accesso a piedi in forma organizzata a una serie di strade, parcheggi, aree campestri e sentieri vicini ai cantieri Tav nel comune di Susa e in quelli di Giaglione e Chiomonte. Secondo quanto riportato, i documenti della prefettura sono stati affissi dalle forze dell’ordine sui segnali stradali davanti al presidio di San Giuliano, ma anche al presidio di Traduerivi e a Santa Petronilla, nel territorio di Bussoleno. Si tratta dei luoghi dove sarebbe dovuto nascere il campeggio No Tav. L’iniziativa, nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbe dovuto tenere impegnati i militanti fino al 2 agosto tra dibattiti, assemblee e una iniziativa annunciata per la serata di sabato. In base a quanto riferito, il campeggio risulta di fatto annullato, anche per il dispositivo di controllo predisposto dalle forze dell’ordine che ha impedito l’accampamento. In segno di protesta, un gruppo di militanti ha dato vita in mattinata a un piccolo presidio a San Giuliano, frazione di Susa. Erano circa una ventina, tutti giovani, presenti davanti al presidio sorto nella località dove, un anno fa, il movimento aveva occupato una casa espropriata da Telt, la società italo-francese incaricata della realizzazione del maxi tunnel dell’Alta Velocità. Di fronte a loro erano presenti una trentina di appartenenti a carabinieri, Guardia di finanza e polizia in tenuta antisommossa, impegnati nel far rispettare le ordinanze prefettizie. La protesta è durata poco, circa mezz’ora, anche a causa delle alte temperature. Intorno alle 11 il presidio si è sciolto. L’appuntamento, secondo quanto riferito, si sarebbe poi spostato a Susa, dove era prevista un’assemblea. "In questi minuti le Forze dell’Ordine sono presenti in Val Susa per effettuare i dovuti controlli e impedire ogni agibilità a chi vuole colpire nuovamente. Lo Stato c’è e non si piega - spiega in una nota Augusta Montaturli di Fratelli d'Italia -. Prova ne è l’appello disperato che il movimento contrario all’opera sta lanciando dai canali social di NoTav.info. Grazie al presidente Meloni, al ministro Piantedosi e a tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine per il lavoro straordinario che stanno prontamente svolgendo già ora, prima che il campeggio annunciato potesse entrare nel vivo. Siamo al loro fianco. Ci auguriamo ora che chi, il giorno dopo l’agguato, urlava alla prevenzione, ma il giorno prima la contrastava sproloquiando su una presunta militarizzazione, eviti di continuare a straparlare e lasci agli agenti la serenità di fare il loro lavoro senza contestazioni”.
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