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La Piazza
Pesaro. “Due Ruote tra Miti e Leggende”, mostra ai Musei Civici di Palazzo Mosca, Museo della Bicicletta e Chiesa dell’Annunziata.
Il mondo delle due ruote unisce passione, storia e libertà attraverso mezzi che si sono trasformati in icone senza tempo raccontando pagine di storia nello sport ma anche nell’evoluzione della mobilità quotidiana del nostro Paese. Nasce da qui la mostra “Due Ruote tra Miti e Leggende”, organizzata dall’Automotoclub Storico Italiano (ASI), nell’ambito delle celebrazioni del suo 60º anniversario, in collaborazione con il Comune di Pesaro. È diffusa in tre differenti spazi espositivi museali della città marchigiana (Musei Civici di Palazzo Mosca, Museo della Bicicletta e Chiesa dell’Annunziata) e dopo l’inaugurazione di venerdì 7 agosto rimane aperta al pubblico fino a domenica 27 settembre.
La scelta di una mostra diffusa racconta un unico grande tema che appartiene alla cultura della città, alle sue radici e alla sua letteratura. L’insolita collocazione di una moto ai Musei Civici di Piazzetta Mosca riassume l’intreccio di passioni e di creatività artigianali tra ceramica e meccanica. L’imponente Medusa in maiolica di Ferruccio Mengaroni, opera simbolo di Pesaro, fa da sfondo ad un autentico gioiello a due ruote: la Molaroni 3 HP. I fratelli Molaroni erano titolari di una fabbrica di ceramiche ma la grande passione per le moto fece partire la produzione di un primo esemplare nel 1921. Insieme a lei, a mo’ di cornice, ci sono due moto della RAI protagoniste delle entusiasmanti telecronache in diretta di corse ciclistiche come il Giro d’Italia: la Moto Guzzi 850 T3 del 1975 e la BMW K100 RT del 1995.
Il cuore dell’esposizione è nella Chiesa dell’Annunziata, dove sono sistemate dieci straordinarie moto da competizione come le iridate del pilota urbinate Eugenio Lazzarini, vincitore di tre titoli nel motomondiale, la gloriosa Benelli 350 GP del 1969 guidata da Renzo Pasolini, la Motobi 175 del 1968 (modello che conquistò oltre 500 vittorie), la Grassetti 250 del 1971 o la MBA 125 del 1982. Nella stessa location ci sono anche sette regine dell’offroad provenienti dalla Collezione ASI Motocross Golden Era, come l’Aermacchi Harley-Davidson Ala d’Oro del 1961, la BSA Victor GP del 1966, la Greeves Challenger del 1966 o la Ossa Stiletto 250 del 1971.
Infine, nel Museo della Bicicletta di Palazzo Gradari sono in esposizione i “micromotori” del secondo dopoguerra, veri antesignani dei ciclomotori contemporanei e delle più moderne biciclette a pedalata assistita. Sono delle biciclette alle quali è applicato un piccolo motore ausiliario: alcune nascevano come un “unicum” dello stesso costruttore, che proponeva telaio e propulsore, ma la maggior parte sono soluzioni miste con motori abbinati alle biciclette in commercio, con trasmissione a rullo o a catena. Rappresentano la prima risposta, pratica ed economica, alle esigenze della mobilità individuale nel periodo della ricostruzione.
Alberto Scuro, Presidente ASI e FIVA
“Abbiamo voluto portare all’attenzione del pubblico alcune delle pagine più significative degli sport motociclistici e del ciclismo attraverso una selezione di mezzi appartenenti alle collezioni acquisite da ASI e di prestiti provenienti dalle collezioni private Lazzarini, Sandroni e Battisti. Nomi non solo protagonisti della scena degli sport motoristici mondiali ma anche di quel forte legame di un territorio tra Marche ed Emilia-Romagna caratterizzato da una vocazione naturale per i motori e per la bicicletta, identitaria della mobilità urbana dell’area. Le nostre collezioni, tutelate dai Beni Culturali, rappresentano per la Federazione il miglior esempio di conservazione e valorizzazione di patrimonio culturale dell’innovazione meccanica nella storia. Iniziative che ci vedono assumere un ruolo che da custode privato diventa promotore di un patrimonio comune a fruizione collettiva con il compito di trasferire conoscenza alle future generazioni.”
Andrea Biancani, Sindaco di Pesaro
“Il rombo di un motore e il suono di una bicicletta che percorre la nostra amata Bicipolitana raccontano molto più di una semplice passione: raccontano il carattere di una città che ha fatto delle due ruote uno dei suoi simboli più autentici. Qui sono nate aziende che hanno scritto la storia del motociclismo, sono cresciuti campioni capaci di conquistare il mondo e continua a vivere una cultura motoristica che rappresenta un patrimonio prezioso per tutta la comunità. Il fatto che ASI abbia scelto Pesaro per ospitare una mostra di rilievo nazionale rappresenta un importante riconoscimento alla tradizione motoristica della nostra città e al percorso che, insieme alle tante realtà del territorio, stiamo portando avanti per valorizzarla e promuoverla sempre di più come Terra di Piloti e Motori. Pesaro continua a investire nella valorizzazione della propria storia, trasformandola in un’opportunità per promuovere cultura, turismo e identità, con lo sguardo rivolt
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