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Classe sociale: un criterio per il voto sulle cure dentarie
La salute dentale, in Svizzera, è progressivamente migliorata nel corso degli ultimi decenni. Dopo aver lasciato sedimentare questo assunto, di cui è bene rallegrarsi, vale tuttavia la pena di chiedersi: per chi? Il dibattito infuria in vista della votazione del 14 giugno, quando la popolazione ticinese sarà chiamata a esprimersi sull’iniziativa «Per il rimborso delle cure dentarie» che chiede di istituire un’assicurazione cantonale obbligatoria per coprire le prestazioni di base. Mentre i contrari si scagliano contro una riforma che, dal loro punto di vista, minerebbe un sistema estremamente virtuoso – basato sulla prevenzione e sulla sacra, celestiale responsabilità individuale dei cittadini – un altro punto di vista di cui si potrebbe allora tenere debitamente conto potrebbe essere quello dei lavoratori, specie quelli che percepiscono redditi bassi. Strutturalmente più vulnerabili ed esposti alla rinuncia alle cure per mancanza di mezzi, da questa prospettiva il rallegramento potrebbe, infatti, ridimensionarsi in modo significativo. Reddito, formazione, intervento pubblico: fattori decisivi Nello studio pubblicato lo scorso anno, l’Ufficio federale di statistica prende atto – come detto – del generale miglioramento della salute dentale degli svizzeri, ritrovandosi tuttavia a dover constatare che “questo progresso si accompagna a una persistenza marcata delle disuguaglianze sociali”. Se oggi il 44% della popolazione dispone di una dentatura naturale completa (contro il 33% nel 2002), la percentuale scende infatti al 25% tra le persone senza formazione post-obbligatoria, statisticamente – e intuitivamente – più associate a redditi bassi. La percentuale per chi detiene un titolo di livello secondario II sale al 45%, fino a toccare il 56% tra chi possiede una formazione terziaria. Adottando il criterio del reddito, lo stesso schema si ripete quando gli intervistati vengono chiamati ad autovalutare la propria salute dentale: solo il 54,4% di chi dichiara difficoltà a “sbarcare il lunario” valuta positivamente la propria salute orale, percentuale che sfiora invece l’80% tra chi non ha problemi economici. Tra tutti i criteri presi in analisi (età, sesso, nazionalità), a determinare in assoluto una salute dentale peggiore sono quelli del reddito e della formazione, che segnano disparità tutt’altro che marginali. Queste tendenze non sono una novità, in Svizzera come pure in altri paesi del mondo; è anzi proprio nell’ambito delle cure dentali che le discrepanze si manifestano più marcatamente. Già dalle Indagini sulla salute in Svizzera dei primi anni Duemila e da altri studi epidemiologici emergeva che la salute dentale e l’accesso alle cure seguono un chiaro gradiente socioeconomico. Le persone con redditi e livelli di istruzione più bassi risultano sistematicamente più esposte alla rinuncia alle cure e a peggiori condizioni di salute orale. Se i contrari all’iniziativa sostengono che i benefici dell’intervento pubblico siano tutti da dimostrare, l’OCSE sottolinea invece che “i bisogni di cure dentarie non soddisfatti sono generalmente più elevati rispetto alle cure mediche” perché “le cure dentarie sono meno coperte dai sistemi pubblici […], per cui le persone devono spesso pagare direttamente di tasca propria”. Il risultato è che, in tutti i paesi analizzati dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, “il peso dei bisogni di cure dentarie non soddisfatti ricade in modo sproporzionato sulle persone con redditi più bassi”, che hanno una probabilità circa 2,5 volte maggiore di rinunciare alle cure. In Svizzera, dove le cure dentarie non rientrano nell’assicurazione di base, questo meccanismo è particolarmente evidente. Uno studio internazionale ha rilevato che circa una persona su quattro (26%) ha rinunciato a cure odontoiatriche per motivi economici, una quota più elevata rispetto a Francia (18,5%) e Germania (19,2%), dove una fetta più ampia di prestazioni è presa a carico dallo Stato. La prevenzione è già una questione pubblica “Diminuirebbe l’attenzione alla cura dei propri denti, si disincentiverebbe la popolazione dal prendersene cura perché tanto pagherebbero gli altri!” tuonano i contrari nei dibattiti televisivi, insistendo sulla necessità di evitare riforme che, insomma, rischierebbero di far rilassare troppo i cittadini. Secondo questa logica, tuttavia, si dovrebbe forse mettere in discussione anche il sistema di prevenzione e presa a carico garantito ai bambini in età scolare, ai quali tramite il servizio dentario scolastico viene garantita prevenzione e, sebbe
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