SBLOB
corrieredellumbria.it

Muore in casa dopo un malore: comunità sotto shock per Luca Orazi. Aveva 42 anni

09/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 ⚠️
Umbertide sotto shock per la morte a soli 42 anni di Luca Orazi. Tecnico della struttura complessa di Radioterapia dell’ospedale di Città di Castello, ragazzo da tutti ricordato come buono, gentile e professionale, Orazi, figlio maggiore dell’ex consigliere comunale Luigino e di sua moglie Lucilla, è venuto a mancare a causa di un malore nel pomeriggio di domenica. Stando a quanto si apprende, l’uomo (accompagnato e padre di un bimbo di soli 4 anni) domenica si era recato a casa in campagna dei genitori, che erano partiti in occasione del fine settimana con i nipotini per passare qualche giorno al mare. Intorno alle 17 a ritrovare il corpo senza vita stroncato dal un malore che non gli ha lasciato scampo è stata la zia materna. Sono stati tantissimi gli umbertidesi che, appena appresa la drammatica notizia, hanno voluto scrivere un pensiero per ricordare Luca e far giungere il proprio abbraccio ai suoi cari. Il sindaco Luca Carizia e tutta l’amministrazione comunale hanno espresso attraverso una nota “la più sentita vicinanza alla famiglia dell’ex consigliere comunale Luigino Orazi per la prematura scomparsa dell’amato figlio Luca. In questo momento di immenso dolore l'intera comunità umbertidese si stringe con affetto a tutti i suoi cari, rinnovando i sentimenti del più sentito e sincero cordoglio”. Dolore viene formulato dalla direzione aziendale e dal personale dell'Usl Umbria 1 unitamente alla governatrice Stefania Proietti e alla direzione regionale Salute e walfare, che ricordano Orazi come “amato e stimato professionista”. Numerosi sono stati anche i commenti sui social, come quello di Raffaella: “Una di quelle notizie che non avrei mai voluto sapere. Esempio di umanità e professionalità nello svolgere il tuo lavoro. Ciao dolcissimo Luca. Ci mancherai”. Commoventi sono state le frasi scritte da Maria Paola: “Non è possibile Luca, ragazzo inestimabile sia nel lavoro che nella vita quotidiana. Ti ho visto crescere, ti ho ritrovato in radioterapia. Non ci sono parole che possono colmare questo dolore. Ciao Luchino, come ti chiamavo da piccolo, che il Signore ti abbia già accolto tra le sue braccia”.
Leggi l'articolo su corrieredellumbria.it
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home