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Sulle tracce del greggio che da Lugano va in Israele
Il 3 maggio 2025, la petroliera Valpiave lascia il porto turco di Ceyhan carica di quasi 600.000 barili di greggio azero. La destinazione dichiarata nel sistema AIS – il transponder che ogni nave sopra le 100 tonnellate dovrebbe tenere attivo e aggiornato – è Port Said, in Egitto. Il giorno dopo il segnale scompare, a 95 km dalla costa israeliana. Il 5 maggio la nave è ad Ashkelon, nel sud di Israele, dove inizia le operazioni di scarico. Il greggio viene consegnato all’EAPC, società statale israeliana che gestisce il terminal petrolifero e l’oleodotto che lo collega alle raffinerie di Ashdod e Haifa, fornitrici del Ministero della Difesa e della sua aviazione militare. La Valpiave batte bandiera maltese e, formalmente, è di proprietà di una società di La Valletta. Ma a tirarne le fila è una delle più antiche e discrete aziende di trading del mondo: Petraco Oil Company, con sede operativa in via Nassa a Lugano. Una discreta società a Tel Aviv Le ricerche di area in collaborazione con IrpiMedia, basate su dati commerciali, immagini satellitari e tracciamenti marittimi, dimostrano che Petraco è stata uno dei principali fornitori di greggio a Israele a partire dall’ottobre 2023. Da quando cioè, dopo il massacro compiuto dai miliziani di Hamas, l’esercito israeliano ha iniziato a bombardare la Striscia di Gaza, uccidendo più di 70.000 persone. Secondo i dati della piattaforma Kpler – principale strumento di monitoraggio dei flussi petroliferi mondiali – elaborati da Data Desk, tra ottobre 2023 e ottobre 2025, Petraco è stata il secondo maggiore organizzatore conosciuto di spedizioni di greggio verso Israele al mondo, davanti a giganti come Vitol e Chevron. In questo biennio, la società ticinese ha organizzato almeno 21 spedizioni verso porti israeliani su 14 petroliere diverse, per un totale di 14,4 milioni di barili. Prima di lei vi è solo KazMunayGas (KMG), compagnia petrolifera e gasiera statale del Kazakistan, la cui antenna commerciale dal 2013 è basata anch’essa in Ticino, a Paradiso. Va detto che non si tratta di una pratica nata con l’ultima guerra a Gaza. Da marzo 2020 a settembre 2023, Petraco ha organizzato 68 spedizioni verso Israele, per un totale di 29,5 milioni di barili. Una parte di queste spedizioni – almeno 15, per circa 10 milioni di barili – riguardava greggio proveniente dai campi del Kurdistan iracheno, caricato a Ceyhan. Una triangolazione iniziata già attorno al 2014, quando il governo regionale curdo-iracheno aveva iniziato a commercializzare autonomamente questo greggio e Petraco, assieme ad altri trader internazionali, si era precipitata nella regione per contrattare questa manna. Tra i principali destinatari di quel greggio vi era Israele dove, nel 2016, Petraco ha discretamente insediato una società: Petraco Oil Company Israel, diventata Pet Oil & Chemicals. Quest’ultima è basata presso uno studio legale di Tel Aviv, ma non appare sui siti ufficiali del gruppo. Non sappiamo quale sia il ruolo di questa società, ma sappiamo che tra i dirigenti vi sono i massimi vertici aziendali operativi in Ticino. La rotta russa e quella turca Dopo il 7 ottobre 2023, il greggio è arrivato in Israele attraverso più rotte. La principale, per volume, ha come punto di partenza Novorossiysk, porto russo sul Mar Nero, e come prodotto il greggio kazako estratto dal consorzio Tengizchevroil (TCO), controllato da Chevron (50%), ExxonMobil (25%), KMG (20%) e Lukoil (5%). Dal 7 ottobre 2023 a fine 2025, Petraco ha organizzato 13 spedizioni su questa rotta verso porti israeliani, per un totale di quasi 9 milioni di barili. Il rapporto tra Petraco e la società kazaka è tutt’altro che marginale: nel 2024, secondo il rapporto annuale di KMG, Petraco Energies DMCC – la filiale di Dubai – rappresentava circa il 20% dei ricavi totali del gruppo. Lo stesso documento è esplicito: “Le spedizioni di Tengizchevroil a Petraco Energies DMCC hanno dato il contributo più significativo” alla crescita dei volumi commercializzati quell’anno. Un esempio emblematico è il carico partito il 18 novembre 2024 da Novorossiysk: 765.784 barili di greggio kazako caricati sulla Vallesina, un’altra nave della flotta Petraco. La destinazione dichiarata nel sistema AIS è un generico “MED Sea”. Il 2 dicembre il segnale scompare, a 48 km dalle coste israeliane. Per quasi ottanta ore la nave non esiste. Il 3 dicembre, quando riemerge, la Vallesina ha già lasciato Haifa, dopo aver scaricato il greggio alla Oil Refineries Ltd (oggi Bazan Group), una raffineria che rifornisce l’aviazione militare israeliana e il cui CEO è un generale dell’esercito. La seconda rotta
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