booktribu.com
Quando mi sento vento
“Dolce e leggiadro resta,
quando mi guidi sotto le ali.”
(da: Vento sotto le ali)
“Scrivere poesie significa per me rispondere all’urgenza di indagare il mio mondo interiore e comprendere l’esperienza del reale.
Quando mi sento vento, si articola in quattro sezioni, ciascuna guidata da una diversa tensione tematica, come movimenti di uno stesso respiro poetico.
Nel quotidiano, l’essenza degli elementi: notte, vento, mare, terra e cielo nuvoloso o stellato, sono scenografie per le manifestazioni che si adagiano oltre le mie pupille. Sono rivelazioni alla ricettiva mente, sono le impressioni dei cenni dell’esistenza. Sono il tentato arresto di questa corsa e l’attimo di misterioso dialogo tra me e la realtà animata che mi avvicina alla coscienza.
Questi componimenti rappresentano il tentativo di giungere sempre più lontano, di riempire l’ignoto, di vivere la sospensione tra tempo e infinito, alla ricerca dell’impalpabile nella speranza che non sia tutto vano. Mi commuovo nella partecipazione al miracolo inspiegabile della vita e nel fluire delle sensazioni e della fantasia, divento vento, mi esprimo in verso.
Tra esperienza e memoria si intrecciano realtà e immaginazione, visioni oniriche e paesaggi interiori, in un continuo slittamento tra ciò che è percepito e ciò che è evocato, ricordato o ancora da scoprire.
In questi versi, la parola diventa spazio; si fa immagine, intuizione, soglia e rivelazione. Il lettore compie un viaggio sensibile e immaginifico, durante il quale il paesaggio esterno e quello interiore si riflettono e si contaminano. Ne nasce un dialogo aperto tra visione e percezione, in cui la poesia è un tentativo di ascolto del mondo nella sua dimensione più fluida, come un vento che attraversa ciò che appare e lo conduce oltre la soglia dello sguardo.” Sara Pasquini
Leggi l'articolo su booktribu.com