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Le ronde solidali per difendere i migranti di Belfast

14/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 ⚠️
Lunedì sera, a Belfast, un cittadino britannico è stato aggredito con un coltello da cucina. L’uomo ha perso un occhio e riportato ferite gravissime a viso e schiena. A fermare l’assalitore – poi arrestato dalla Polizia – sono stati alcuni passanti. L’uomo si chiama Hadi Alodid, ha 30 anni ed è un richiedente asilo di origine sudanese. Il video dell'aggressione è diventato virale in pochi minuti. Dall'Inghilterra e dagli Stati Uniti, esponenti dell'alt-right globale – dal miliardario Elon Musk all’attivista xenofobo Tommy Robinson – hanno condiviso online liste di luoghi in cui protestare, parlando di «ennesimo attacco degli invasori contro la nostra gente».  Martedì notte diverse zone a trazione unionista e lealista di Belfast si sono trasformate nel teatro di quella che una deputata locale ha definito senza mezzi termini una «caccia all'uomo su base razziale»  Squadre di uomini a volto coperto, protetti da passamontagna e cappucci neri, hanno marciato al grido di "Foreigners out" (“fuori gli stranieri”), assaltando case, dando fuoco ad auto e persino a un autobus di linea. A Sandy Row, i commercianti sudanesi hanno dovuto sbarrare le serrande in fretta e furia per evitare il linciaggio. I media locali e britannici evidenziano come la destra xenofoba stia cavalcando la tragedia per normalizzare l'odio. Zia Yusuf, portavoce del partito populista Reform UK, ha subito strumentalizzato l'accaduto dichiarando: «L'orrore che avete visto a Belfast è il risultato diretto delle traditrici politiche migratorie dei Tory e del Labour». Gli attacchi violenti si stanno concentrando nelle aree più povere e colpite dalla crisi abitativa della città, dove la retorica dei populisti di destra riesce facilmente a deviare la rabbia sociale dei residenti storici contro i nuovi vicini migranti. Anche la famiglia della vittima dell’uomo aggredito ha preso pubblicamente le distanze dalle violenze: «Vogliamo rendere assolutamente chiaro che i disordini non sono i benvenuti. Abbiamo molti migranti che danno un contributo prezioso al nostro Paese, anche nel sistema sanitario e nell'ospitalità. Dipendiamo da loro per far funzionare il nostro Paese», hanno detto. Nelle ultime ore la minaccia si è fatta ancora più mirata e inquietante. Sulle piattaforme social e su gruppi di messaggistica sono spuntate delle vere e proprie liste di proscrizione, con indirizzi precisi di abitazioni appartenenti a persone nere, richiedenti asilo e famiglie della comunità migrante di Belfast. Ci sono state segnalazioni di nuclei familiari terrorizzati che hanno ricevuto visite da parte di individui mascherati che ordinavano loro di abbandonare l'area immediatamente.  Se la destra soffia sul fuoco del razzismo, c'è una parte della città che ha deciso di non restare a guardare. Nelle comunità a maggioranza repubblicana e nazionalista (storicamente di sinistra e favorevoli all'unificazione irlandese), i gruppi della sinistra socialista e i sindacati degli inquilini si stanno organizzando per difendere fisicamente i migranti. Organizzazioni come Lasair Dhearg, il Republican Socialist Movement (RSM) e l'Anti-Imperialist Action (AIA) Ireland hanno diffuso dichiarazioni di totale solidarietà e hanno iniziato a presidiare il territorio per bloccare i tentativi di intimidazione. «Il razzismo e i razzisti non saranno tollerati nelle nostre comunità. Ci sarà una risposta a qualsiasi incidente del genere», spiegano da Lasair Dhearg. Il tono del RSM è altrettanto netto: «Siamo sul campo. Qualsiasi tentativo di molestare, minacciare o cacciare con la forza i nostri vicini dalle loro case e comunità incontrerà resistenza e sarà bloccato ad ogni angolo». Parallelamente, il sindacato degli inquilini CATU Belfast (Collective Action Tenants Union) si è attivato per fornire supporto immediato e protezione a tutti i membri e residenti i cui indirizzi sono finiti nelle liste di destinazione della destra fascista. Mentre la politica istituzionale fatica a contenere la disinformazione che viaggia sui server di X in mano a Elon Musk, la vera partita per i diritti e la sicurezza a Belfast si sta giocando strada per strada, portone per portone. Da una parte chi usa la pelle dei migranti come carburante per una guerra tra poveri; dall'altra chi ha deciso che la solidarietà di classe è l'unico scudo possibile contro il fascismo.
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