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Palio di Asti: l'invito a Emanuele Filiberto accende la polemica
Proseguono le prese di posizione dopo il documento diffuso dall'ANPI di Asti e sottoscritto da associazioni, organizzazioni e forze politiche del territorio contro l'invito rivolto dal Rione Santa Caterina a Emanuele Filiberto di Savoia in occasione del Palio di Asti di quest'anno. Dopo la nota, intervengono ora anche la Destra Sociale Astigiana e Futuro Nazionale con Vannacci, che difendono la scelta del Rione e criticano le contestazioni mosse dalle realtà firmatarie del documento. [articlepreview id="504133" link="https://www.lanuovaprovincia.it/news/attualita/504133/palio-di-asti-2026-anpi-e-altre-realta-astigiane-contestano-l-invito-a-emanuele-filiberto-di-savoia.html"] La prima replica arriva dalla Destra Sociale Astigiana, che difende l'autonomia del Rione Santa Caterina nella scelta dei propri ospiti e invita ad affrontare la vicenda nel rispetto dei principi democratici, esprimendo inoltre solidarietà al Rettore e al Comitato Palio. «La Destra Sociale Astigiana è da sempre molto critica nei confronti di ogni forma di monarchia, passata o presente. Proprio per questo riteniamo che la vicenda di questi giorni debba essere affrontata con equilibrio e nel rispetto dei principi democratici. Apprendiamo della contrarietà espressa da ANPI e da altre associazioni nei confronti dell’invito rivolto dal Rione Santa Caterina al Principe Emanuele Filiberto di Savoia per assistere al Palio di Asti del prossimo mese. A Emanuele Filiberto viene contestato di essere il nipote del sovrano che non si oppose a Mussolini. Si tratta di vicende storiche risalenti a circa un secolo fa, delle quali non può certamente essere chiamato a rispondere chi, all’epoca, non era nemmeno nato. Ci preoccupa, invece, il tentativo di indicare ad altri chi possa o non possa essere invitato a una manifestazione della nostra città. Con quale diritto si pretende di limitare l’autonomia di un Rione nelle proprie scelte? A nostro avviso, iniziative di questo tipo rischiano di trasformarsi in prese di posizione che alimentano divisioni anziché favorire un clima di serenità attorno a una manifestazione che appartiene a tutti gli astigiani. Riteniamo inoltre legittimo aprire un dibattito sul ruolo che associazioni nate in un determinato contesto storico svolgono oggi e sull’opportunità che continuino a ricevere contributi pubblici. È un confronto che, secondo noi, può essere affrontato in modo trasparente e senza pregiudizi. Esprimiamo infine piena solidarietà al Rettore e al Comitato Palio del Rione Santa Caterina, con l’auspicio che continuino a esercitare liberamente le proprie scelte, senza lasciarsi intimidire dalle polemiche. Forza Santa Caterina! Viva il Palio di Asti!» Sul tema interviene anche il Comitato Costituente Asti 10 di Futuro Nazionale con Vannacci, attraverso una nota firmata dal responsabile Michele Iannotta. «La presa di posizione diffusa dall’ANPI e da un ampio cartello di forze politiche e sindacali della sinistra astigiana contro l’invito rivolto dal Rione Santa Caterina ad Emanuele Filiberto di Savoia impone una riflessione seria sulla maturità del dibattito pubblico locale. Assistere a una mobilitazione di massa per l'invito ad un discendente della Casa Reale dei Savoia dimostra come una parte della politica cittadina continui a vedere fantasmi ovunque. Aggrapparsi ancora oggi allo spauracchio del fascismo per strumentalizzare un evento festivo è l'ennesima prova di un vuoto di contenuti e della totale incapacità di formulare proposte concrete per la nostra provincia. Il Rione Santa Caterina, nell'ambito della propria autonomia e dello spirito d'iniziativa che da sempre anima il mondo del Palio, deve restare libero di invitare chi ritiene. Il Palio è rievocazione, passione e patrimonio comune di tutta la città, non un terreno di conquista ideologica su cui applicare censure preventive. La storia d'Italia è un percorso complesso da cui occorre fare tesoro con equilibrio e maturità, senza riesumare continuamente vecchie questioni o utilizzare il passato come arma di scontro quotidiano. Appare oltremodo singolare come chi si definisce "progressista" e dichiara di guardare all'avvenire si ritrovi, nei fatti, perennemente ancorato a una visione del mondo tramontata da quasi un secolo. Mentre le famiglie, i lavoratori e le imprese di Asti attendono risposte su temi decisivi per la vita reale dei quartieri, l'opposizione preferisce rifugiarsi in una trincea ideologica che non interessa più a nessuno. L'auspicio è che si possa fare un passo avanti verso il buonsenso, restituendo al Palio la sua dimensione di festa popolare e lasciando la caccia alle streghe fuori dai confini della nostra città».
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