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La Voce dei Berici

21/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹 😊
Un insegnante ogni 60 studenti, ma se si considera solo l’alfabetizzazione di lingua italiana, il rapporto insegnanti-studenti diventa di 1 ogni 120. «Siamo l’unica istituzione scolastica pubblica con numeri in crescita, eppure il personale è invariato dal 2015», spiega Sonia Diso, dirigente del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia), unico ente scolastico che rilascia la certificazione linguistica A2 di conoscenza dell’italiano, necessaria per ottenere un permesso di soggiorno di lungo periodo. Distribuito in sei sedi (due a Vicenza, poi Arzignano, Marostica, Schio e Noventa Vicentina), il Cpia conta circa 3.600 studenti. «La nostra scuola è un presidio – spiega Diso –. Il nostro obiettivo non è soltanto favorire una convivenza pacifica, ma accompagnare chi sceglie di vivere stabilmente in Italia verso una partecipazione attiva alla vita della comunità». Per questo motivo, le lezioni non si svolgono solo nelle sedi "ufficiali", «ma anche negli spazi che ci vengono messi a disposizione da Comuni, associazioni o cooperative, per esempio a Lonigo e a Montecchio Maggiore, per andare incontro alle esigenze di coloro che hanno difficoltà a spostarsi – racconta la dirigente –. Per la disponibilità che dimostrano, occorre riconoscere che i nostri insegnanti svolgono un lavoro che va ben oltre la semplice didattica. Sono professionisti con competenze specifiche, capaci di accompagnare persone provenienti da contesti culturali e sociali molto diversi, spesso segnati da fragilità o da percorsi scolastici interrotti o addirittura inesistenti. È un impegno che richiede grande preparazione, sensibilità e dedizione». Oltre alla certificazione linguistica, il Cpia consente di ottenere il diploma di terza media. «Con il tempo l’utenza è cambiata. Siamo partiti occupandoci esclusivamente di adulti, ora sono molti i minori non accompagnati. I nostri sono studenti speciali. Hanno una grande motivazione, si approcciano allo studio con obiettivi chiari e grande consapevolezza. Noi cerchiamo di offrire percorsi sempre più personalizzati. Ogni anno, però, ci troviamo a non poter accogliere tutte le domande di iscrizione. Non disponiamo di spazi adeguati e il personale è poco». Andrea Frison © RIPRODUZIONE RISERVATA
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