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Novi. Lavoratori dell’ex Ilva oggi in assemblea, più che mai rassegnati a futuro con prospettive a tinte fosche
Assemblea sindacale dei lavoratori stamane allo stabilimento ex Ilva di Novi Ligure dove i delegati della rappresentanza sindacale unitaria e i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm informeranno i lavoratori sull’esito dell’incontro tra sindacalisti e governo nazionale di martedì scorso. Era stato convocato per informare sugli sviluppi delle trattative per la vendita dei siti produttivi dell’ex Ilva, argomento che, di fatto, è stato prevaricato dalla sentenza della Corte d’Appello di Milano che impone interventi antinquinamento entro 90 giorni, in caso contrario verrà predisposta la chiusura dell’area a caldo dell’acciaieria tarantina e questo farebbe mancare l’approvvigionamento di lamiera da lavorare allo stabilimento di Novi Ligure con conseguenti rischi occupazionali e/o di ulteriore ricorso alla cassa integrazione. Ieri tra i lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Novi, in entrata e in uscita dal turno di lavoro, traspariva costernazione e poca voglia di parlare. Chi ha accettato di commentare si è limitato a dire «siamo sconvolti. Non riusciamo a capire e a farci una ragione per quello che sta succedendo». Non hanno voluto commentare la voce di una cordata italiana interessata ai siti produttivi dell’area a freddo, stabilimento di Novi Ligure compreso e hanno liquidato così l’argomento: «Parole, soltanto parole. Quando arriveranno i fatti? Ammesso e non concesso che ci siano investitori interessati, lo sanno che bisognerà indire una nuova gara per la vendita?».Sulla crisi dell’ex Ilva è intervenuto anche l’onorevole Federico Fornaro per esprimere «piena solidarietà ai lavoratori ex Ilva per salvare una produzione strategica come quella siderurgica. In questi anni abbiamo assistito alla presentazione di piani fantasmagorici e trattative finite nel nulla con diversi soggetti industriali e finanziari. Le organizzazioni sindacali sono le uniche rimaste a difendere la produzione siderurgica nazionale, insieme all'indiscutibile obiettivo della decarbonizzazione e alla tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini, e alla sovranità industriale del Paese. Anche le associazioni imprenditoriali come Federmeccanica hanno recentemente smentito le chiacchiere governative e hanno giustamente denunciato un autentico "omicidio industriale". Siamo di fronte a un’autentica emergenza nazionale – sostiene Federico Fornaro. - Il Governo Meloni e le forze di maggioranza non possono continuare a negare la gravità della situazione e devono assumersi le proprie responsabilità. Il Pd, come proponiamo ormai da due anni, è pronto a dare una mano a partire dal sostegno a un processo di nazionalizzazione dell'ex Ilva, anche temporaneo, considerando che si tratta di una industria strategica per l'intero Paese».Nella foto di Dino Ferretti: l’onorevole Federico Fornaro in corteo con i lavoratori dell’allora Ilva, in una foto del 2021.
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