SBLOB
lapiazzarimini.it

La Piazza

06/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹
Rimini. Luglio, "una botta d’orgoglio" sui muri della città . Un omaggio a Silvano Cardellini, il dissacrante ed elegante giornalista scomparso 20 anni fa. Silvano Cardellini amava consumare le suole delle scarpe. Preferiva il fuori all'affumoso ufficio del Carlino (un bugigattolo) e del Messaggero (uno stanzone). Perché Silvano amava lavorare al chiuso ed in mezzo al fumo delle sue sigarette. Col suo giacchetto da foto-reporter (la sua divisa) partecipava alle grandi conferenze col potere vero della città (Carim, Fiera... Comune), fino a quelle piccole cose di quartiere. Vicino a lui, per rispetto (sembrava un orso ma era l'esatto contrario) non si sedeva mai nessuno. Chi scrive, giovinastro ai tempi del Messaggero Rimini (fine anni '80) felice occupava la sedia accanto. "Ciao Silvano, tutto bene?". "Ma sta bon, valà...". Commentava quello che lo circondava. "Dai, non c'era proprio bisogno che un'azienda pubblica buttasse via i soldi nella  Poltrona Frau. C'è la stessa qualità a meno". Chi scrive quando era di passaggio a Rimini, passava per un saluto al Carlino. "Ho una grande novità?". "Che cosa ti è successo?". "Mi sono sposato...". "Con chi?". "E' una persona che tu conosci?". "Ma è di una intelligenza e bellezza mozzafiato...". Silvano Cardellini aveva una penna precisa, semplice, elegante e non meno che originale. Da esportazione. Da grande giornale nazionale: Corriere della sera, Repubblica, Stampa. Ma aveva scelto di raccontare Rimini. Vestiva un po' così, ma aveva una collezione di cravatte Marinella, che amava raccontare con pudore agli amici. Un grande riminese che arrivava da Saludecio... culla di intelligenza viva ed eleganza. ‘Rimini, una botta d’orgoglio’ è il titolo della campagna di comunicazione che, attraverso affissioni e un progetto editoriale curato dalla Biblioteca Gambalunga per gli spazi social del Comune di Rimini, prende ufficialmente avvio quest’oggi per poi snodarsi lungo luglio.  Trecento manifesti di media grandezza sui muri della città con un messaggio- ‘Rimini, una botta d’orgoglio’, appunto- che richiama innanzitutto un ricordo: il ventennale della scomparsa di Silvano Cardellini, giornalista riminese e autore del celebre pamphlet omonimo, inno e ode alla storia, alle contraddizioni e alla vitalità della città. Un titolo che è diventato slogan, parola d’ordine, riconoscimento. Pubblicato nel 2003 come contributo al volume ‘La mia Rimini’ (Guaraldi Editore), lo scritto di Cardellini venne ristampato l’anno successivo in edizione a se stante dal Comune. Successivamente alla scomparsa di Silvano (29 luglio 2006), la Biblioteca Gambalunga ha realizzato una raccolta speciale in cui archiviare molti degli articoli firmati dal giornalista durante la sua lunga permanenza alla redazione locale de ‘Il Resto del Carlino’; pezzi giornalistici che sono fondamentali per ricostruire i fatti e i personaggi della storia di Rimini, tutt’oggi consultabili via web (in calce i particolari del fondo Cardellini).  ‘Una botta d’orgoglio’ ripercorre in una cinquantina di pagine tratteggiate da una penna asciutta ma arguta la lunga vicenda della città e della comunità riminese. Successi e sconfitte, discese ardite e prorompenti risalite, individualismo sfrenato e spesso polemico contrastante con l’immagine esterna del mito compatto, una diversità ironica e disincantata che, secondo Cardellini, dovrebbe sfociare in un grido liberatorio e collettivo: ‘Tutti stanno tutti lì a litigare, soprattutto a settembre, su tutto, immaginando ogni volta che Rimini sia in crisi, affacciata sul baratro, destinata al declino, avviata al tramonto. Se ne sentono pochi che, travolti da una botta di orgoglio, di sano municipalismo, dicano: siamo i più forti. No, noi dobbiamo sempre essere in crisi per qualcosa, travolti dai problemi, sommersi dalle disgrazie, affogati dalle questioni. Fosse vero saremmo scomparsi da un pezzo.’. Nel racconto, che miscela cronaca conosciuta e aneddoti deliziosi, definisce il paesaggio urbano e umano di una città unica perché sempre e comunque sotto i riflettori. Memorabile il finale: ‘Siamo grandi, siamo forti. Ce lo dicessimo, ogni tanto, e lo dicessimo a Roma o Bologna o Bruxelles sarebbe tutta un’altra musica. Ma non lo diciamo. E così continuiamo a tenerci ben stretti certi problemi (la viabilità, questo e quello) e a litigare fra di noi. A noi, però, basta ed avanza che milioni di italiani ci portino nel loro cuore o quell’angolo della mente dove ti rifugi quando hai bisogno di un secondo di tregua, una pausa felice, un ricordo confortante (.... ). Sembra un caramelloso carosello propagandistico da fare quasi schifo. Ma noi ci possiamo permettere anche quello. Siamo stati i primi ad approdare in tv con uno spot promozionale per dire che Rimini è sempre Rimini. Uno spot ad una manciata di secondi dalle ore 20. Poi andava in onda il tg. Era la presunzione (infondata?) di dire: noi siamo l’isola vostra della bella vita, la vostra terra promessa, adesso vi raccontano l
Leggi l'articolo su lapiazzarimini.it
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home