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Angelo Rossi: "La mia Rosa d'Ombra mostra Arezzo sotto un'altra luce"

09/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 😊
Lo scrittore aretino Angelo Rossi si racconta. Il suo romanzo d’esordio “La Rosa d’Ombra” (Edizioni Helicon, 2026), la cui prima edizione è già esaurita, è in libreria la seconda edizione ed è ambientato ad Arezzo. Come nasce la sua passione per la scrittura? Ho sempre avuto molta familiarità con la scrittura, fin da ragazzino. Alle elementari vinsi un piccolo concorso di scrittori in erba e, da lì, non l'ho più lasciata. Nel corso degli anni poi ho operato come critico cinematografico e televisivo per testate online e cartacee, anche a livello nazionale e ho scritto centinaia di articoli e comunicati politici, spesso senza firma, ma apprezzati e riconoscibili per il taglio che riuscivo a dare loro. La scrittura, insomma, ha sempre accompagnato il mio percorso. Scrivere un romanzo, però, è tutta un'altra cosa: è come chi fa jogging tutti i giorni e, a un certo punto, decide di correre una maratona. Per me è stato un passo importante. La Rosa d'Ombra è il suo primo romanzo. Come le è venuta l'idea? L'idea nasce addirittura nel 2010: le prime cinquanta pagine le scrissi proprio quell'anno. Poi gli impegni professionali e la vita mi hanno trascinato lontano dalla sua scrittura. C'è stata anche una parentesi durante il Covid, quando decisi di riprendere in mano il romanzo: non a caso una parte della storia è ambientata proprio in quegli anni. Ma è stato circa tre anni fa che il progetto è riemerso e stavolta con una forza quasi propria: come se il romanzo si fosse impossessato di me, con una propria volontà di esistere e di essere completato. Ritrovai quelle pagine in un cassetto e capii che non potevo più rimandare. Cosa racconta il suo thriller e perché ha scelto Arezzo per ambientarlo? La Rosa d'Ombra è un thriller esoterico, un genere che mi ha sempre affascinato. Sono cresciuto leggendo autori come Umberto Eco e ho sempre amato i misteri, i rompicapo e i racconti che intrecciano storia, simbolismo e mondo dell'invisibile. La scelta di Arezzo è stata la più naturale: ho descritto quello che vedo tutti i giorni. I luoghi del romanzo sono reali, attività commerciali, strade, piazze, statue e palazzi, e gli aretini si ritroveranno facilmente nelle sue pagine, perché tutto è raccontato con gli occhi di chi questa città la vive ogni giorno. Non volevo utilizzare Arezzo come semplice sfondo, ma trasformarla in un vero personaggio della storia. Chi la conosce la riconoscerà immediatamente, mentre chi non c'è mai stato potrà scoprirla attraverso gli occhi dei protagonisti. Credo che ogni città custodisca storie straordinarie: spesso immaginiamo i grandi thriller ambientati a New York, Londra o Parigi, ma anche Arezzo possiede tutti gli ingredienti per diventare il teatro di una grande avventura. Descrivere ciò che si conosce profondamente permette di restituire dettagli e atmosfere che difficilmente si potrebbero inventare. Il libro è il best seller aretino del momento. Come si spiega questo successo? Con sincerità: non me lo aspettavo. La prima edizione è andata esaurita in meno di due mesi, un risultato sorprendente per un autore esordiente e un editore indipendente, superando ogni aspettativa. Da qualche giorno è già disponibile la seconda edizione con alcune correzioni e una nuova mappa. Credo che l'ambientazione e il tipo di mistero abbiano suscitato una forte curiosità in tantissimi aretini. Ma penso che il vero motore del successo sia stato il passaparola di chi ha letto il libro e lo ha trovato coinvolgente, consigliandolo ad amici e conoscenti. La soddisfazione più grande, però, non sono i numeri: è quando un lettore mi scrive dicendo di aver perso il sonno per finire il romanzo o di aver iniziato a guardare Arezzo con occhi diversi dopo averlo letto. È il complimento più bello che uno scrittore possa ricevere. Lo testimoniano anche eventi come la presentazione, sold out, alla Terrazza della Fraternita dei Laici durante il Moonlight Festival. E poi c'è stata quella in Consiglio regionale della Toscana, dove il libro è stato acquisito dalla biblioteca del Consiglio regionale: per me un onore grandissimo, forse il riconoscimento più importante di questi mesi. Con mia grande soddisfazione, il romanzo sta trovando lettori anche ben oltre i confini della provincia, dimostrando che una storia profondamente radicata nel territorio può parlare a chiunque. È stato anche consigliere comunale. Quali altri interessi coltiva? Sono stato vicepresidente del Consiglio comunale, un'esperienza istituzionale che porterò sempre nel cuore. Mettermi a disposizione della città per alcuni anni mi ha permesso di restituire almeno in parte ciò che Arezzo mi ha dato. Parallelamente porto avanti da oltre trent'anni Fumettopoli Star Shop, un'attività nata dalla passione per il fumetto, la narrativa e la cultura pop, che mi ha consentito di trasformare un interesse personale in un lavoro. Tra le mie passioni ci sono anche la musica rock e il cinema, con una particolare predilezione per David Lynch, per il noir e per la fantascienza deg
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