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Torino (non) cambia: "Ecco cosa si vede in centro la sera"

05/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕
Torino cambia. E davanti una coppia di clochard, uno dei quali seminudo, accampati in mezzo all’isola pedonale e alle spalle del grande cantiere che sta cambiando l’aspetto di via Roma a suon di milioni di euro: un restyling - ancora da terminare - che resta circondato dal degrado. Benvenuti (si fa per dire) a Torino, vi scrivevo ieri parlando di quella fotografia dei Giardini Sambuy, fra la stazione di Porta Nuova e via Roma: un amaca stesa fra due alberi, nel pieno del giardino, come “dimora” di uno dei tanti clochard o sbandati che affollano il centro. E oggi vi racconto un altro pezzo del centro di Torino. Ve lo racconto con le immagini, e le parole, di una nostra lettrice, che ce le ha inviate proprio dopo quell’articolo. Siamo alle spalle di via Roma, tarda sera: l’incrocio di via Buozzi con via Amendola. Davanti alla vetrina di un negozio di abbigliamento, ben illuminata, c’è un uomo a terra, vicino a un cestino dei rifiuti spalancato, sembra si provi delle scarpe, o chissà se ha trovato qualcosa tra i rifiuti. Il suo personale shopping (e i rifiuti sparsi vicino). Poco più in là, un altro uomo che dorme, su un giaciglio improvvisato, davanti a un portone. Chi entra o esce dallo stabile deve scavalcarlo. L’immagine più significativa, che abbiamo visto altre volte, è quella di una coppia di senzatetto, o sbandati, seduti su dei giacigli sull’asfalto. Uno è a petto nudo. Hanno con loro cuscini, coperte, qualche sporta con i loro averi. Dietro di loro, una delle transenne che chiudono l’ultima parte del grande cantiere di via Roma (costo complessivo 12 milioni di euro, 3 solo per gli ultimi 300 metri e per di più in ritardo sulla tabella di marcia), con lo striscione giallo e la scritta “Torino cambia”. In peggio? La realtà è che in via Roma, nel centro di Torino, cambia ben poco: barboni e clochard, tossicodipendenti o sbandati sono ancora lì. E con essi il declino di quello che dovrebbe essere il decoro urbano. «Mi è capitato più volte di essere importunata da persone tossicodipendenti o senza fissa dimora» scrive la nostra lettrice, che giustamente vuole restare anonima. Si firma, invece, il lettore Valter nei commenti su Facebook al nostro articolo di ieri: «Guai a parlare e a lamentarsi! Se uno si azzarda a farlo si prende minimo del fascista o del razzista! Allora avanti così: continuiamo pure a votare sempre gli stessi». C’è anche chi, come Roberto, si porta verso la stazione per lamentare «la puzza di piscio appena usciti da Porta Nuova lato via Sacchi. Ottimo benvenuto per i turisti degli alberghi lì vicino. Mandare l’Amiat coi mezzi a pulire troppo complicato». Non solo una questione di decoro, però. C’è il tema della sicurezza, legata al fatto che dopo una certa ora, via Roma è di fatto un deserto. Mentre Porta Nuova, quando si interrompe il passaggio dei treni, diventa «una terra di nessuno». Anche i viaggiatori in arrivo con l’ultimo treno della sera, di solito, non percepiscono propriamente un’atmosfera di sicurezza. [articlepreview id="639760" link="https://www.torinocronaca.it/news/torino/639760/via-roma-6-milioni-per-rifare-300-metri-e-sono-pure-in-ritardo.html"] Che fare? Dunque è questa la domanda. Possiamo interrogarci su a chi spetti far rispettare il decoro, dando per assodato che la sicurezza è in capo alle forze dell’ordine. Mi viene in mente, avendo l’età giusta, la Fiat 127 bianca e verde dei Cittadini dell’Ordine che, anni e anni fa, girava senza sosta tutta notte per il centro, via Roma compresa (che non era pedonale). Il resto è pulizia urbana. E non parliamo solo di notte: le scene in questione le vediamo anche di giorno. È un problema, certo. E le voci dei cittadini che noi raccogliamo segnalano una vera emergenza. Chiedono risposte, nei fatti. “Torino cambia” è un claim, così come lo è il nuovo brand della città, recentemente presentato con i video di Vip e “influencer” torinesi, un brand semplice (e peraltro criticato), ossia “Torino è:”. I creativi, anche con i video “muti” dei testimonial celebri (perché non arruolare Khaby Lame allora?) intendevano questo: non c’è bisogno di spiegazioni, perché Torino si presenta da sola. Purtroppo, anche così come vi mostriamo noi.
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