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Il Metrobus viaggia in ritardo: come scatterà la proroga ai lavori (fino al 31 dicembre) senza perdere i fondi Pnrr

04/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕
Ci sarà una proroga per il Metrobus, più o meno mascherata da termini come “lavori marginali” o “funzionalità dell’opera”, per poter bypassare la scadenza del 30 giugno e non perdere il finanziamento del Pnrr. Del resto, nessuno di coloro che hanno seguito passo dopo passo l’apertura simultanea dei quasi 24,4 km di cantieri (12 per l’andata e 12,4 al ritorno), dalla sindaca Ferdinandi all’ultimo degli operai sul terreno, credeva possibile che tra 30 giorni esatti avremmo potuto vedere, in completa efficienza, corsie preferenziali, stazioni, fermate, semafori (diverse decine) a ogni incrocio per dare priorità ai mezzi snodati da 18 metri e naturalmente il maxi appalto di Vestricciano, 28.000 mq, con uffici, magazzino ricambi, officina, piazzali e pensiline per rimessaggio e ricarica dei 13 Brt. Una pia illusione, spiegata a bassa voce (e chissà poi perché) con difficoltà tecniche insormontabili, ma che nessuno aveva il coraggio di esplicitare. A Vestricciano, per dire, la fine dei lavori era prevista entro il 31 dicembre 2025, ma chiunque passa da quelle parti può rendersi conto di quale è la situazione, così come nella discesa da Casenuove, dove sono state colate tonnellate di cemento, tra muraglioni e sbancamenti identici a quelli visibili in autostrada sull’Appennino. Su tutto quanto, però, vigeva il silenzio assoluto, nonostante le ormai mitiche riunioni del lunedì mattina per fare il punto e trovare una soluzione. Fino a quando, pochi giorni fa, giovedì 28 maggio, è successo qualcosa di inaspettato. Un’ordinanza di variazione del traffico nei pressi dei cantieri, come ne arrivano ormai a decine, ha cambiato le carte in tavola. La numero 916, dopo aver spiegato che “l’Impresa Tecnostrade ha comunicato che i lavori sopra richiamati (stazione di partenza di Fontivegge in via Sicilia) non sono terminati nei tempi previsti (26.5.2026)” chiede una proroga fino al 31.12.2026. Proroga accordata. E la scadenza del 30 giugno? A forza di compulsare le note, gli aggiornamenti, le interpretazioni in merito a quello che esce dal Ministero delle Infrastrutture (e di rimbalzo da quello dell’Economia) si sarebbe trovata questa via d’uscita: terminare entro fine mese almeno il 70% della corsie preferenziali, cioè 7 dei 9,6 km previsti. Il ragionamento è questo: agibili i nuovi tratti, volendo, è garantita la “funzionalità dell’opera”, anche se le stazioni non fossero tutte pronte o i semafori ancora da installare. Chiaro che nessun mezzo si muoverà se non verso fine 2027, e che, soprattutto, la proroga sia illimitata. Oltre a ciò, ma questo è un impegno esclusivamente della giunta, si punta a liberare il prima possibile San Sisto dalla morsa dei lavori che l’hanno attanagliata da più di un anno. Come si è arrivati a questo punto? Con continui rinvii, da ottobre 2023 (giunta Romizi) si è finiti all’autunno dell’anno dopo (giunta Ferdinandi) e siccome nel contratto d’appalto si prevedevano 719 giorni di lavoro con inaugurazione prevista per il 20 dicembre 2024 (delibera n. 84 del 28.09.2022) ecco la prima causa dell’arrivo fuori tempo massimo rispetto al Pnrr. Al di là di questo ci sono stati evidenti problemi di carattere tecnico, cominciando dalla partenza quasi simultanea di tutti i cantieri, invece che uno alla volta come sarebbe stato più efficiente e utile alla città. In più le sorprese in agguato ad ogni scavo. Non solo tubature e collettori che “non sono mai dove dovrebbero essere e neppure le società di gestione hanno una idea precisa della loro collocazione” (ingegnere Margherita Ambrosi, responsabile del progetto), ma anche una tomba romana e persino un vano con strumentazioni tecniche e tubazioni posto davanti alla facoltà di Medicina, esattamente dove si stava scavando per realizzare una fermata. Che è stata spostata. Verrebbe da chiedersi chi era stato incaricato di fare questi sondaggi nei vari punti del cantiere, ma visti i risultati sembra una domanda pleonastica. Per chiudere, parliamo dei 13 bus acquistati dall’azienda tedesca Man Truck per 12.970.649 euro. Non essendo pronto il deposito di Vestricciano resteranno in un piazzale (tecnicamente Man Truck Bus Center) appartenente alla ditta costruttrice, situato in Valsamoggia (tra Bologna e Modena) secondo un contratto firmato il 13 giugno 2025. Costo di questo parcheggio? “Fintanto che i veicoli rimarranno presso il fornitore, questi si impegna a ricoverarli e custodirli nei propri locali, senza alcun compenso, per un periodo massimo di 90 giorni solari dalla data di messa a disposizione del veicolo”. Scaduto tale termine (settembre 2025) il costo mensile sarà di circa 7.800 euro al mese, 93 mila euro l’anno. Quisquilie, direbbe Totò.
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