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Nicolò Martinenghi padrone della rana: mi sento un gladiatore
La rana europea ha un padrone e il suo nome è Nicolò Martinenghi. Come a Roma 2022 Tete fa doppietta e aggiunge i 50 ai 100 vinti martedì, confermando tutte le sue capacità di esaltarsi quando conta di più. L’impresa di Tete si costruisce in una gara dove il peso delle medaglie fa la differenza, anzi tutta la differenza del mondo: Simone Cerasuolo, che ieri era volato fino a 26"20 nuovo record italiano, non riesce a fare la differenza nei confronti dell’azzatese che gli rimane incollato come un “cagnaccio”. Ritmi alti per entrambi nella vasca di Parigi, quindi all’arrivo Martinenghi fa la differenza con una spinta perfetta che gli permette di chiudere in 26"57, appena cinque centesimi in meno della coppia Cerasuolo-De Groot, con l’imolese e l’olandese argento a pari merito. Per Tete secondo oro consecutivo sulla distanza (a Belgrado 2024 l’Italia non era presente) e altra conferma del fatto di avere un talento smisurato pur in mezzo a una stagione senza precedenti, nel senso di gare nuotate ad alto livello prima di Parigi. Queste le sue parole dopo la gara: "È stata una finale strana, bracciata dopo bracciata mi rendevo conto di essere sui livelli di batteria e semifinali ma vedevo Simone vicino. Queste prove sono sempre diverse, e a me piacciono. Mi sento come un gladiatore nell'arena pronto ad accettare ogni sfida. Fino a poche settimane fa due ori sembravano, anzi forse erano, una cosa impossibile ma ora sono realtà. Bellissimo".
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