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La Voce dei Berici

16/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹 😊
Quattro ambulanze per trasferire in ospedale i pazienti che si trovano in condizioni di urgenza o emergenza nel distretto della città di Beira, in Mozambico, un territorio che conta circa 800 mila abitanti. È un'impresa titanica, che richiede coordinamento, sangue freddo e una solida preparazione logistica, quella del progetto del Cuamm "UR-Beira". «A regime lavoriamo con quattro mezzi fuoristrada attivi 24 ore su 24 grazie alla turnazione di 18 autisti e 18 infermieri – spiega Marcello Mazzotta, responsabile del progetto –. I mezzi, però, richiedono manutenzione e spesso ci troviamo a gestire le emergenze con tre o anche solo due ambulanze». La centrale operativa si trova poco distante dall'Ospedale Centrale di Beira. «Le chiamate non arrivano dai singoli cittadini, ma dai centri di salute sparsi sul territorio. Il più lontano dista una trentina di chilometri, circa un'ora di strada, e questo quando non piove, perché con le precipitazioni le strade diventano difficilmente praticabili e i tempi di percorrenza si allungano». Nella centrale sono sempre presenti due tecnici di medicina che ricevono le chiamate, valutano la gravità dei casi e monitorano in tempo reale la posizione delle ambulanze. «La maggior parte delle richieste di trasferimento riguarda pazienti particolarmente vulnerabili – prosegue Mazzotta –. Su circa 11 mila trasferimenti all'anno, il 40% riguarda mamme che devono partorire e il 20% bambini sotto i cinque anni». Dai centri di salute, aggiunge il responsabile del progetto, «i pazienti vengono trasferiti all'Ospedale Centrale o all'Ospedale Generale, realizzato pochi anni fa ma non ancora pienamente operativo». Il sistema è stato messo a punto dal dottor Paolo Rosi, direttore del Suem 118 di Mestre, che ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo del software per la gestione delle emergenze. Attivo dal 2022, il progetto "UR-Beira – Rafforzamento dei servizi di emergenza-urgenza medica nella città di Beira" è nato dalla collaborazione tra partner italiani – Medici con l'Africa Cuamm, Regione Veneto, Croce Verde Padova e Università Ca' Foscari Venezia – e partner mozambicani, in particolare il Serviço Distrital de Saúde, Mulher e Acção Social da Cidade da Beira (SDSMAS), il Serviço de Emergência Médica de Moçambique (SEMMO) e l'Ospedale Centrale di Beira (HCB). L'esperienza maturata a Beira è oggi destinata a crescere ulteriormente. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha infatti finanziato con 7 milioni di euro il nuovo progetto "HELP", che vede la Regione Veneto capofila del trasferimento delle competenze organizzative e sanitarie al Governo mozambicano. L'iniziativa punta a consolidare i risultati raggiunti con UR-Beira, estendendo progressivamente il modello anche alla capitale Maputo. «La sanità veneta fa scuola anche all'estero – sottolinea il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani –. Il Mozambico ha scelto di ispirarsi all'esperienza del SUEM veneto per sviluppare un sistema pubblico di emergenza e urgenza, con particolare attenzione alle emergenze materne e neonatali e alla risposta ai sempre più frequenti disastri climatici». Un percorso che, aggiunge Stefani, dimostra come «la Regione Veneto stia esportando con successo il proprio know-how organizzativo, supportando chi ne è privo nella creazione di un sistema di risposta alle emergenze ispirato ai più alti standard di efficienza». I risultati confermano l'efficacia del modello: tra agosto 2025 e aprile 2026 la Centrale Operativa di Beira ha gestito 7.889 richieste di soccorso e coordinato il trasferimento di 7.165 pazienti dagli ambulatori periferici agli ospedali di riferimento, con una media di quasi 800 interventi al mese. Il 41% dei trasferimenti ha riguardato emergenze ostetriche e materne, mentre il 25% ha interessato neonati e bambini, a conferma di un servizio che continua a concentrarsi sulle categorie più fragili della popolazione. «Questa è cooperazione reale e solidarietà concreta – conclude Stefani – per portare mezzi, conoscenza e scienza dove ce n'è più bisogno». Andrea Frison © RIPRODUZIONE RISERVATA
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