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Tornano i pusher all'ex stazione, la Città: "L'unica speranza la Linea 2"
Quel capannone che un tempo vedeva andare via i treni alla volta di Milano non c'è più. A novembre scorso le ruspe lo avevano demolito e i residenti avevano sperato, dopo anni di degrado e abbandono, che fosse finita. Invece l'area tra corso Venezia, via Fossata e piazzetta del Ghirlandaio, tra Borgo Vittoria e Barriera di Milano, a Nord della città, ha continuato a rappresentare luogo di ritrovo di disperati: un ricettacolo di spaccio, prostituzione e furti. "Quanto bisogna aspettare ancora perché la sicurezza smetta di essere una promessa e diventi una realtà? Ci sono tante famiglie giovani con bambini piccoli. Li dobbiamo tutelare". Era stato l'appello di Anna di Luna, residente in quella zona dagli anni '70. [articlepreview id="673601" link="https://www.torinocronaca.it/news/torino/673601/torino-in-prima-linea-nella-sfida-per-salvare-la-biodiversita-lo-studio-unito-svela-il-costo-ecologico-del-nostro-cibo.html"] Una risposta, seppure implicita, è arrivata lunedì scorso dal Consiglio comunale di Torino. "La prossima cantierizzazione dell'area risulta l'elemento più efficace per la definitiva trasformazione del sito e il superamento delle sue criticità", ha spiegato l'assessore alla Sicurezza di Palazzo civico Marco Porcedda, rispondendo a un'interpellanza dei consiglieri Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) e Fabrizio Ricca (Lega). Nonostante i continui controlli delle forze dell'ordine, infatti, gli insediamenti abusivi continuano a riformarsi. Solo il 14 luglio, durante un'operazione con l'impiego di droni, sono state identificate oltre 60 persone. Dal gennaio 2023 al giugno scorso nell'area sono stati effettuati 133 controlli straordinari "ad alto impatto", 21 dei quali nei primi sei mesi del 2026. L'unica "speranza", per ammissione della stessa Città, sembra quindi essere la futura Linea 2 della Metropolitana, per cui sono in corso le procedure di esproprio - a valle della bonifica - tra Rfi e Comune di Torino. "Successivamente si procederà poi con l'affidamento dell'appalto integrato per le opere civili", puntualizza invece il collega all'Urbanistica Paolo Mazzoleni.
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