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L'ocio fritto alla sagra di Ruscello entra per la prima volta nel menù
A Ruscello non c’è tempo di respirare. I preparativi fervono per la 33ª edizione della sagra. Le date sono quelle canoniche: il terzo fine settimana (16-19 luglio) e il quarto fine settimana (23-26 luglio), con annessa sfilata degli antichi carri agricoli per le vie della città domenica 26 luglio. La Sagra di Ruscello è uno degli appuntamenti istituzionali dell’estate aretina. C’è la rievocazione dell’antica battitura, c’è il menù a base d’ocio, ci sono le più grandi orchestre e c’è il patron Mauro Frosini che anche quest’anno è pronto, con il suo Piersilvio, a dare vita alla sagra che in 32 anni «ha dato in beneficenza quasi 2 miliardi delle vecchie lire». «Da quando siamo partiti – sottolinea Mauro Frosini – quello che abbiamo guadagnato lo abbiamo donato tutto. Ci sono tre ambulanze che viaggiano con la scritta della nostra sagra: Croce Bianca, Croce Rossa di Castiglion Fiorentino e Misericordia di Arezzo». Tanta beneficenza e tanto cibo buono, con una novità: «Quest’anno ho deciso di cucinare l’ocio fritto. Un po’ come quando provai i piselli ripieni. L’abbiamo già assaggiato, è buono e lo abbiamo inserito nel menù». E poi tornano le grandi orchestre da ballo e, naturalmente, la battitura, tra gli appuntamenti fissi di Ruscello. «La sagra all’inizio nacque proprio per preservare le nostre tradizioni. Un tempo si faceva la battitura accompagnata dal grande pranzo, dove si mangiavano i maccheroni e l’ocio, tutti insieme intorno a un’enorme tavolata – prosegue Frosini – e così abbiamo voluto che fosse in tutti questi anni, perché i giovani devono conoscere e apprezzare il passato». Gli unici che mancano all’appello sono gli Avanzi di Balera, che sono tornati con lo spettacolo Dio, Sagra e Famiglia e con poche date in giro per la provincia. «Sono sincero, li ho cercati – confessa Frosini – ma hanno detto che le sagre non le fanno più. Peccato».
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