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Leggendaria 169 | dicembre 2024 - gennaio 2025 - Leggendaria

12/06/2026 · Article 🕐 🆕 🇮🇹
La parola “woke” si è diffusa come un virus incontrollato in ambito sociale e politico ma non risulta sempre ben chiaro a tutte/i né cosa in realtà significhi né come da chi e perché viene utilizzata. Quel che è certo è che ormai richiama immediatamente, e trasversalmente, una retorica oppositiva, binaria, delegittimante dell’interlocutore. Nata negli Usa dall’universo dei movimenti per denunciare, chiedere e rivendicare la fine delle discriminazioni, il rispetto delle differenze, l’inclusività di “minoranze” da sempre gravate di un “bias” spacciato come “naturale”, del woke si è rapidamente appropriato anche il fronte conservatore per ribadire le proprie posizioni tanto da essere risultato, di fatto, un fattore non secondario nella retorica tradizionalista della campagna elettorale di Donald Trump. Una campagna esplicitamente anti-femminista, anti-LGBTQIA+, contro le politiche inclusive e, sullo sfondo, in generale e più sulla lunga distanza, anti-Welfare (istruzione e sanità): in tema di matrimonio, famiglia e genitorialità, di identità sessuali, di quote inclusive delle minoranze (ad esempio nei campus universitari) e così via. In un rovesciamento che a tratti appare paradossale, il movimento woke è stato sempre più spesso accusato di essere “censorio”, di creare situazioni di contesto in cui bisogna stare attente/i a come si parla, quasi come se “non si potesse dire più niente”. Le legittime pretese di correttezza politica (politically correct) a volte sono apparse – non senza qualche ragione – espressioni di eccessiva rigidezza dogmatica. Nei fatti, tra accuse e contro-accuse, tra reciproche rivendicazioni di superiorità “morale”, il fenomeno woke, amplificato dai social media, ha portato ad un acuirsi di quel clima di contrapposizione irriducibile che azzera le possibilità del dialogo e della mediazione – e dunque della “politica” per come l’abbiamo esercitata. I due fronti, letteralmente, non si parlano. E questo ha prodotto una tendenza sempre più forte allo “schierarsi” pro o contro sulle singole questioni. Dagli Stati Uniti la temperie oppositiva ha rapidamente contagiato l’Europa, trovando terreno fertile nell’ondata montante delle destre – sovraniste, populiste, suprematiste – in ambiti diversi: dalle questioni poste dal femminismo alle politiche migratorie. Siamo in presenza di un fenomeno che non si esaurirà in tempi brevi. E dunque si dovrà tornare a parlarne. Nell’ottantesimo Anniversario della Liberazione del campo di Auschwitz abbiamo dedicato un breve Focus alla Shoah, non per marcare una ritualità di maniera, ma perché si continua a scrivere e a pensare intorno ad un evento cardine del Novecento che sembra tornare, nelle sue dinamiche di spietatezza, di viva attualità. E in A/margine molto discutiamo di cinema e serie Tv. Cara Prof ci prepara alla giornata di riflessione e formazione di insegnanti che Leggendaria promuove insieme alla Sil (Società Italiana delle Letterate) e altre associazioni per la tappa conclusiva di Feminism/8 (Roma, 28 febbraio - 3 marzo 2025). Infine, diamo il benvenuto a Susanna Panini che da questo numero cura la nuova rubrica Interdipendenze, che tratterà di temi dell’inter- e dell’anti-specismo di cui abbiamo trattato nel n. 165/2024 curato da Giuliana Misserville. Questo che avete tra le mani è il primo numero del nostro 29° anno di pubblicazioni: per tutto il 2025 ci prepareremo festeggiare degnamente il nostro trentesimo compleanno! Vogliamo farlo con voi tutte e tutti: quindi se non l’avete già fatto, abbonatevi: vi promettiamo un anno leggendario...
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