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La Voce dei Berici

15/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 😊
Un viaggio alla scoperta dell’evoluzione della Terra, tra fossili straordinari e testimonianze di mondi scomparsi. La provincia di Verona custodisce tre importanti musei geopaleontologici che permettono di compiere un vero e proprio salto indietro nel tempo, fino a milioni di anni fa. Le prime due tappe dell’itinerario riguardano il territorio dell’Eocene (tra 38 e 50 milioni di anni fa), un’area di eccezionale valore scientifico candidata a entrare nella lista dei siti patrimonio dell’umanità Unesco. Bolca, lo scrigno dei fossili dell’Eocene Il viaggio inizia a Bolca, in via San Giovanni Battista, dove il museo paleontologico ospita una superficie espositiva di 700 metri quadrati con oltre 500 reperti fossili. La collezione comprende soprattutto pesci, ma anche rarità come crostacei, molluschi, tartarughe, resti di coccodrillo, insetti, palme, noci di cocco e altri vegetali fossili. Un patrimonio reso possibile grazie alla famiglia Cerato, proprietaria della cava, che da circa due secoli, generazione dopo generazione, porta avanti il complesso lavoro di estrazione e conservazione dei reperti. Tra gli esemplari più curiosi spicca il Ceratoichthys pinnatiformis, che sorprende i visitatori per la sua particolare conformazione. A poca distanza dal museo si trova la Pesciara di Bolca, uno dei più importanti giacimenti fossiliferi al mondo insieme al vicino Monte Postale, celebre per la quantità dei reperti e per lo straordinario stato di conservazione delle specie ritrovate. La visita in galleria all’interno della Pesciara e l’esperienza di setacciare la terra alla ricerca di piccoli fossili rendono questa tappa particolarmente coinvolgente anche per famiglie e bambini. I fossili di Bolca rappresentano infatti un patrimonio scientifico internazionale: molti reperti sono oggi conservati in musei e collezioni di tutto il mondo. Informazioni: 333 4653861 (Massimo); info@museodeifossili.it. Roncà, dove rivive il mare di 40 milioni di anni fa La seconda tappa porta a Roncà, in via Garibaldi 1, dove il museo paleontologico conserva importanti testimonianze dell’antico ambiente marino dell’Eocene. La struttura è un centro di documentazione, ricerca e divulgazione dedicato alla valorizzazione del territorio. Dal 2010 sono inoltre in corso campagne di scavo paleontologico autorizzate dal Ministero della Cultura. Il percorso museale si sviluppa in tre sale. Al piano terreno viene raccontata la biodiversità attuale dell’area di Roncà; al primo piano, invece, il visitatore può scoprire l’ambiente di circa 40 milioni di anni fa attraverso i fossili più significativi dell’epoca. La prima sala è dedicata agli invertebrati e ai minerali, mentre la seconda ospita i vertebrati. Tra i reperti più suggestivi c’è il calco del Prototherium, un mammifero marino il cui scheletro quasi completo è stato ritrovato negli strati calcarei del monte Duello. L’originale è conservato a Padova, nel Museo della Natura e dell’Uomo. Il percorso può proseguire lungo un sentiero naturalistico attrezzato, dove è possibile osservare rocce vulcaniche e sedimentarie, fossilifere e non. Informazioni e visite: 335 6074811; tessari.museo@gmail.com. Villanova, un viaggio nella storia della Terra L’ultima tappa è il Museo civico geopaleontologico “Abate don Giuseppe Dalla Tomba”, ospitato nel complesso dell’abbazia di Villanova, in piazzale San Benedetto. La collezione permette di ripercorrere le principali trasformazioni della vita sul pianeta, dall’Archeozoico, iniziato circa 4,6 miliardi di anni fa, fino alle epoche più recenti. Tra i reperti esposti figurano anche alcuni fossili provenienti dalle celebri località paleontologiche di Bolca e una raccolta composta da 78 minerali. Un museo che completa un itinerario capace di unire scienza, natura e turismo, offrendo al visitatore la possibilità di conoscere una delle pagine più affascinanti della storia della Terra. Visite: tutti i giorni dalle 9 alle 11.30 e dalle 14.30 alle 17.30 (in estate fino alle 18). Maria Bertilla Franchetti © RIPRODUZIONE RISERVATA
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