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Elezioni Arezzo, la sfida tra Marcello Comanducci e Vincenzo Ceccarelli: era già tutto previsto (o quasi)
Nelle elezioni amministrative di Arezzo il copione era scritto. E il primo turno delle Comunali lo ha sostanzialmente rispettato. Al ballottaggio sono andati Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Due poli contrapposti, una sfida diretta. Fin qui, nulla che non si potesse immaginare. Ma il voto ha consegnato anche qualcosa di meno scontato. L’ottimo risultato di Marco Donati. Certo, lui sperava di fare ancora meglio. Sognava di conquistare uno dei due biglietti per il secondo turno. L’avevano convinto l’entusiasmo delle liste che lo sostenevano e la risposta dei cittadini ai suoi appuntamenti elettorali. Non aveva fatto i conti con una regola ancora valida in politica: è vero che i partiti senza il civismo soffrono, ma il civismo senza i partiti non ce la fa. Quasi mai. L’ex renziano non parteciperà alla corsa decisiva. Ma il centrosinistra deve già iniziare a fare i conti con il suo peccato originale: non aver trovato un’intesa con il mondo di Donati prima del voto. Forse non avrebbe vinto al primo turno, ma nemmeno collezionato un distacco di oltre dieci punti che al ballottaggio sarà complesso da colmare. [articlepreview id="451104" link="https://www.corrierediarezzo.it/news/cronaca/451104/chi-entra-in-consiglio-comunale-con-la-vittoria-di-marcello-comanducci-confermata-al-ballottaggio.html"] Eppure sarebbe un errore leggere questi numeri come una sentenza definitiva. Il ballottaggio è un’altra storia. Concetto sempre valido. E anche questa volta sarà così. Comanducci ha corso forte, è uscito primo dall’ultima curva, ma lo sprint inizia ora e c’è tanto da pedalare. Perché un’ampia fetta di cittadini nella cabina elettorale, matita in mano, ha spiegato che non si riconosce nei due schieramenti politici. O quantomeno non si riconosce nei candidati scelti dai partiti e nelle idee che hanno presentato in questa breve e confusionaria campagna elettorale, iniziata fuori tempo massimo dopo candidature decise in ritardo. Quindi punto a capo e si ricomincia. Il centrosinistra ora sarà costretto a presentarsi con il cappello in mano da Marco Donati e chiedergli sostegno, nella consapevolezza che il voto del civismo non si può indirizzare. A prescindere. Il centrodestra dovrà convincere tutti i suoi elettori del primo turno a tornare alle urne, sperando che quelli che hanno scelto il terzo incomodo, nei giorni del ballottaggio preferiscano il mare. [articlepreview id="451115" link="https://www.corrierediarezzo.it/news/cronaca/451115/verso-il-ballottaggio-cosi-il-consiglio-comunale-se-ceccarelli-ribalta-il-risultato-con-donati-o-senza-donati.html"] Cercherà di tentare lo stesso Donati? Facciamo fatica a crederlo, ma la storia ci insegna che nelle segrete stanze degli accordi politici tutto può accadere. E gli altri tre candidati a sindaco? Marinelli, Menchetti e Andreani hanno raccolto poco più delle briciole. Nessuno di loro entrerà in consiglio comunale, anzi a dire il vero due escono definitivamente, visto che Egiziano Andreani e Michele Menchetti nel 2020 la poltrona l’avevano conquistata. Alternativa Comune forse va persino oltre il previsto, ma è troppo poco per continuare a far sentire la sua voce anche in Aula. E sul fronte dei partiti? Dato drogatissimo dalla notevole presenza di liste civiche, ma i valori numerici restano: il Pd primo, dietro Fratelli d’Italia (che ha dovuto cedere un’ampia fetta di consensi a Fare). Forza Italia fa meglio della Lega, che se la batte con Alleanza Verdi e Sinistra. Movimento 5 Stelle quasi scomparso. Poco significativi Azione e Noi Moderati. E ora antenne sul ballottaggio. Inizia un’altra partita. [articlepreview id="451193" link="https://www.corrierediarezzo.it/news/cronaca/451193/ballottaggio-per-il-sindaco-prove-di-intesa-ceccarelli-donati-la-linea-ferma-di-comanducci.html"]
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