SBLOB
www.aggiornamentisociali.it

Dall'intelligenza artificiale alla custodia della persona: l'itinerario di Magnifica humanitas di Leone XIV

04/06/2026 · Article 🕐 🆕 😊
Come custodire la persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale? Possiamo limitarci a essere spettatori, sperando che le transizioni in atto siano per il meglio, oppure alla nostra coscienza si impongono alcune domande: «Dove stiamo andando? Verso quale meta desideriamo orientarci? Quale direzione scegliere come comunità umana e come popoli?» (Magnifica humanitas [MH], n. 6). Sono questi alcuni degli interrogativi che hanno guidato papa Leone XIV nella stesura dell’enciclica Magnifica humanitas, la prima del suo magistero, pubblicata nel 135º anniversario della Rerum novarum di Leone XIII. Al centro dell’enciclica vi è la riflessione sulle res novae, cioè le grandi tendenze del nostro tempo, in particolare i progressi della tecnica, e le loro conseguenze sul piano politico, sociale, economico e culturale. Per Leone XIV, l'umanità si trova di fronte «a una scelta decisiva» rispetto al rapporto con la tecnica e con la rivoluzione digitale in corso. Per esprimerla fa ricorso a due icone bibliche: innalzare una nuova torre di Babele (Genesi 11,1-9), simbolo di una civiltà costruita «sull’orgoglio e sulla pretesa di bastare a se stessa», che «sorge dall’assolutizzazione dell’umano e dalla sua pretesa di autosufficienza, sacrifica la dignità delle persone all’efficienza» (MH, n. 7); oppure ricostruire insieme le mura di Gerusalemme dopo l’esilio babilonese (Neemia 2-6; cfr Teani M., «Ricostruire la comunità», in Aggiornamenti Sociali, 2 (2024) 125-130). Attraverso questi due riferimenti biblici si comprende che il bivio in cui ci troviamo non ha per oggetto la scelta se far ricorso o meno alla tecnologia, visto che in ogni caso si tratta di costruire, ma il modo in cui la utilizziamo, se per custodire l’umano o per dividere la comunione e accrescere le diseguaglianze. Un’alternativa che nella Magnifica humanitas è immediatamente risolta nella scelta di seguire «la via di Neemia» (MH, n. 10), che privilegia il lavoro condiviso e l’attenzione alla dignità di tutte le persone, ma che è tutt’altro che scontata nel contesto odierno. Il riferimento centrale alla dottrina sociale della Chiesa Per svolgere in modo adeguato «un discernimento morale e sociale che custodisca il primato della persona, affinché sia sempre l’intelligenza umana, con la sua coscienza e la sua libertà, a guidare le innovazioni tecniche e a stabilirne con responsabilità l’uso e i limiti» (MH, n. 97), Leone XIV individua nella dignità della persona il criterio fondamentale per orientare il progresso tecnico e richiama nel primo capitolo di Magnifica humanitas il patrimonio di saggezza della dottrina sociale della Chiesa, di cui sottolinea il carattere dinamico, il confronto costante con le domande poste dalla storia, per cui anche «l’intelligenza artificiale va compresa non come un’appendice tematica, o come un’emergenza da gestire, ma come una trasformazione che interpella dall’interno le categorie della dottrina sociale e ne domanda un ulteriore sviluppo, nella fedeltà al Vangelo» (MH, n. 17). A questo approfondimento è dedicato il secondo capitolo dell’enciclica. Qui il fondamento della dignità di tutti gli esseri umani «semplicemente per il fatto di esistere» (MH, n. 52), su cui si fonda l’altissimo valore dei diritti umani, e i principi della dottrina sociale della Chiesa (bene comune, destinazione universale dei beni, sussidiarietà, solidarietà, giustizia sociale) sono indicati come i criteri fondamentali per leggere e interpretare la trasformazione in atto. Alla base vi è una comprensione ben precisa della dottrina sociale: «Non un prontuario di principi e norme da applicare, ma un cammino di discernimento comunitario. Essa nasce dall’incontro tra la verità eterna del Vangelo e le domande della storia, si lascia interrogare dai segni dei tempi; si alimenta del contributo delle scienze, delle culture e delle esperienze umane» (MH, n. 27). Disarmare la tecnologia perché sia a servizio della persona e dei popoli Nel terzo capitolo, intitolato significativamente «Tecnica e dominio. La grandezza della persona umana davanti alle promesse dell’IA», la riflessione di Leone XIV entra nel vivo della questione. Di fronte all’accelerazione impressa dalle nuove tecnologie e ai rapidi cambiamenti che ne derivano in tutti gli ambiti della vita, «noi credenti dobbiamo e possiamo scegliere a quale progetto lavorare e con quale stile, per custodire e valorizzare la magnifica umanità che ci è data in dono» (MH, n. 90). Tutto questo perché «il progresso tecnico, in sé prezioso, chiede un discernimento sulla visione antropologica che lo guida e sui fini che persegue. Se lo sviluppo tecnologico procede senza un’adeguata maturazione etica e sociale, può accadere che aumentino i me
Leggi l'articolo su www.aggiornamentisociali.it
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home