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Stellantis, ecco la verità su Mirafiori: "100.000 auto in un anno? Ora non siamo sicuri..." VIDEO
Una situazione quasi schizofrenica, quella di Stellantis per Mirafiori: da un lato la rassicurazione di un ruolo strategico fondamentale; dall'altra l'ammissione: "Non sappiamo se raggiungeremo le 100.000 vetture in un anno". Insomma, il timore dei sindacati, più volte espresso, trova conferme. Il motivo? La Fiat 500 Hybrid tira meno del previsto, per il momento. E nel frattempo i cinesi vogliono Mirafiori. Quelli di BYD, guidati dal manager ex Fiat Alfredo Altavilla. La situazione ce l'ha spiegata Emanuele Cappellano, coo di Europe Enlarged, questa mattina 29 maggio a Torino. Il responsabile di Stellantis in Europa ha parlato dopo la presentazione del piano strategico da parte del ceo Antonio Filosa, la scorsa settimana. Cercando soprattutto di andare a riempire i "buchi", i vuoti nella narrazione studiata più che altro per investitori e mercati. Ma Torino vuole sentirsi dire qualcosa sulla sua Mirafiori, sulla Fiat 500 - nelle due versioni -, su un futuro che sia ancora legato alla grande tradizione. "La missione produttiva di Mirafiori - ha detto Emanuele Cappellano - è quella attuale, poi vedremo se ci saranno sviluppi. Mirafiori non è semplicemente una linea di produzione di un modello, si sta gradualmente trasformando in un hub con diverse mansioni, dalla circular economy, alle batterie, alle trasmission Ect". E poi una rassicurazione: di quelle 800.000 unità che, Filosa dixit, saranno tagliate dalla produzione in Europa, "nessuna è in Italia". Ma Mirafiori aveva l'obiettivo di 100.000 vetture all'anno a regime, per quanto riguarda la Fiat 500 Hybrid. "Non so se raggiungeremo le 100.000 - conferma Cappellano -. Nei primi mesi siamo arrivati a 15.000 vetture, ma stiamo continuando a investire anche in termini di sviluppi, nuove tecnologie, nuove batterie della 500, per garantire competitività. Gradualmente continuiamo a mantenere l'impegno sui prodotti Mirafiori". Anche se adesso Stellantis vuole "aspettare a dire se arriveremo o meno a 100.000. Le 15.000 prodotte rispecchiano il mercato, al momento. Stiamo accelerando, ma bisogna valutare la situazione del mercato". Bisognerà capire le reazioni dei sindacati. Che il board Stellantis incontrerà a metà giugno, a cavallo dell'incontro del ceo Antonio Filosa con le commissioni parlamentari a Montecitorio. C'è la speranza legata alle e-car annunciate da Filosa: la prima è stata annunciata a Pomigliano e potrebbe essere la nuova 2CV elettrica. "Ci saranno una Fiat e una Citroen - dice Cappellano -, ma non abbiamo ancora detto quanti modelli e quanti stabilimenti coinvolti". Se si cercano novità, la più rivelante forse è la promessa che la nuova auto per Melfi sarà una Alfa Romeo - segmento C? - e che per il resto "Il piano Italia non è solo confermato, ma anche rinforzato". Sì, ma come? Si incrocerà con la strategia delle partnership, come quelle già ufficializzate in Spagna e Francia con i cinesi Leapmotor e Dongfeng? "Stiamo valutando tutte le opzioni che abbiamo sul tavolo. ci interessa essere veloci nello sviluppo, competitivi sulle piattaforme, utilizzare il massimo della capacità produttiva". Escluso, al momento, di rimarchiare con Fiat qualche vettura cinese. Ma accanto alle partnership attuali, in quelle "opzioni sul tavolo", potrebbe entrare un terzo player, magari proprio a Mirafiori? Perché nelle stesse ore in cui Cappellano rassicurava, da BYD Alfredo Altavilla confermava l'interesse "per qualsiasi stabilimento in qualsiasi parte d'Europa. Questo potrebbe includere Cassino e Mirafiori, come abbiamo già detto" riportava Quattroruote.
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