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L'Inps di Asti perde il suo unico medico legale: invalidità a rilento
Della carenza di medici tanto si è detto e scritto. Soprattutto nelle corsie o negli ambulatori. Ma c’è un altro luogo dove il medico è la figura centrale dalla quale dipende la qualità della vita di una persona anziana o disabile ed è quello delle commissioni di valutazione per l’assegnazione di pensione di invalidità e di accompagnamento. Un luogo dove è necessario un medico legale, specialista sempre più raro e a volte introvabile. Come sta capitando all’Inps di Asti che da lunedì ha perso il suo unico medico legale causa trasferimento ad altro incarico. Era quello che rappresentava l’Istituto nella commissione Asl che deve valutare le domande arrivate ancora con la vecchia procedura di accesso antecedente il primo marzo. Ed era uno di quelli che avrebbe dovuto far parte delle nuove commissioni, totalmente in carico all’Inps con la riforma entrata in vigore da quattro mesi che, di medici, ne necessita ben di più prevedendo per una provincia come Asti tre commissioni al giorno. Circostanza confermata dall’Inps che conferma anche come ciò comporterà un rallentamento, nel breve periodo, nella calendarizzazione delle visite mediche di invalidità civile. Come sta lavorando per colmare questa carenza che va a penalizzare una parte di popolazione (anziana, malata, disabile) già particolarmente fragile? «L’Inps ha già attivato i procedimenti per aumentare il numero dei medici - si legge in una nota dell’Istituto - Nelle scorse settimane è stato pubblicato un bando per l’attivazione di collaborazioni con medici professionisti di cui uno presso il Centro medico legale di Asti. Le risorse medico legali presenti in regione sono inoltre utilizzate in modo flessibile prevedendo partecipazioni di medici di altre province alle commissioni presso il Centro Medico legale di Asti». C’è però anche un’altra strada da seguire come previsto da una legge regionale. «In presenza di documentazione sanitaria che consenta una valutazione completa, come spesso avviene per i pazienti oncologici - scrive l’Inps - la prassi è di definire “agli atti” la domanda, senza necessità di visita diretta». Il che rappresenta anche un sollievo per il malato. C’è stata anche già una modifica alla riforma entrata in vigore a marzo. «Le domande presentate dallo scorso 1.mo giugno da parte di utenti ultrasettantenni non autosufficienti torneranno ad essere definite presso le Asl per cui il carico di lavoro sarà diviso fra i due enti». Ma rimane il rallentamento delle commissioni a partire da lunedì fino a quando non sarà reperito un altro medico legale e per chi è in attesa di essere valutato, ogni giorno senza sostegno alla propria invalidità è duro da affrontare. Considerando che ci sono anche soggetti che attendono la valutazione della commissione per trovare lavoro nelle categorie protette o per rimanerci in caso di revisione. Nel secondo caso rischiano di perdere l’impiego. «L’Istituto è consapevole della criticità, peraltro comune a tutte le regioni settentrionali, derivante dalla carenza di medici e lavora per ridurre i disagi degli utenti». Intanto l’Anmic, ente che tutela per statuto i diritti degli invalidi civili, ha già annunciato che da settembre, se persistono questi ritardi e rallentamenti, partirà con i ricorsi al tribunale allo scadere del 120.mo giorno senza chiamata. A quel punto sarà un giudice civile a incaricare un medico per la valutazione con spese a carico dell’Inps.
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