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Dentro l'unico pronto soccorso del centro di Firenze

06/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹
Ho incontrato il dottor Michele Lanigra, primario dell’unico pronto soccorso nel centro di Firenze, un sabato mattina di metà maggio, uno di quei giorni in cui la pioggia lascia presto spazio al sole caldo. Il pronto soccorso che dirige, quello dell’ospedale Santa Maria Nuova, era molto diverso da quello che mi aspettavo: calma piatta, un silenzio ordinato, nessuno in sala d’attesa oltre me. Per chi vive a Firenze, o per chiunque abbia avuto bisogno di un pronto soccorso in una città molto frequentata, quella scena sembrava quasi irreale. Nessuna fila, nessun corridoio pieno, nessuna protesta davanti al triage. Solo monitor, personale al lavoro, porte che si aprivano e richiudevano, la sensazione di una macchina sanitaria che in quel momento stava funzionando. È una scena che sembra smentire tutto, ma in realtà aiuta a capire meglio il punto: il problema non è un pronto soccorso che non funziona. È una città sempre più attraversata da chi passa, e che chiede ai suoi servizi pubblici di reggere anche quella popolazione invisibile. Lanigra racconta Santa Maria Nuova quasi come se fosse uno specchio della città. Di giorno riflette la “Firenze da bene”, quella che può ancora permettersi di essere residente in centro; ma di notte, soprattutto nei weekend, intercetta un’altra Firenze: studenti stranieri, giovani in uscita dai locali, turisti alterati dall’alcol o spaventati da sintomi che non sanno interpretare. Santa Maria Nuova non racconta un pronto soccorso fuori controllo. Racconta qualcosa di più interessante: un servizio che regge, ma che regge anche per una città più grande di quella che risulta all’anagrafe. Una città in cui non coincidono più del tutto popolazione residente e popolazione reale. L’ospedale Santa Maria Nuova è a pochi minuti dal Duomo, da piazza della Signoria, dagli Uffizi, da Santa Croce. Resiste dentro la città monumentale: quella fotografata, prenotata, attraversata, affittata, venduta. La città dei residenti, certo, ma anche quella dei turisti, degli studenti stranieri, dei lavoratori temporanei, dei pendolari, dei visitatori che passano pochi giorni e poi spariscono dalle statistiche locali. Quando si parla di overtourism a Firenze, di solito si pensa alle case trasformate in airbnb, ai negozi di vicinato sostituiti da format per turisti, ai trolley sui marciapiedi, alle strade del centro diventate corridoi commerciali. Ma c’è una domanda meno visibile: cosa succede quando questa stessa pressione arriva dentro un servizio pubblico essenziale? I numeri del pronto soccorso Per provare a capire quanto Santa Maria Nuova intercetti anche la Firenze temporanea, ho chiesto ad AUSL Toscana Centro i dati sugli accessi al pronto soccorso dell’ospedale. La risposta è arrivata tramite accesso civico generalizzato, con tabelle relative al periodo 2020-2026: accessi mensili, codici di triage, esiti, indicatori e macroresidenza dei pazienti. La prima cosa che si vede è che gli accessi aumentano. Nel 2022 sono stati 32.305, nel 2023 sono saliti a 34.228 e nel 2024 a 35.465. Nel 2025 hanno raggiunto quota 36.770, mentre nei primi quattro mesi del 2026 gli accessi sono stati 12.603, più dello stesso periodo dell’anno precedente. In tre anni, quindi, l’aumento è stato di circa il 14%. Il confronto con il 2020, anno segnato dalla pandemia, sarebbe troppo facile e anche ingannevole: allora gli accessi sono stati 23.203. Ma anche dopo la fase acuta del Covid, la curva continua a salire: non siamo davanti a un collasso improvviso, ma a una pressione che cresce anno dopo anno. Anche la distribuzione mensile complica l’immagine più immediata dell’overtourism. Nel 2025 il mese con più accessi non è stato agosto, come ci si potrebbe aspettare pensando alla città d’arte per eccellenza piena di visitatori, ma ottobre, con 3.317 accessi. Subito dopo vengono giugno, maggio e aprile. Agosto, invece, è uno dei mesi meno frequentati dell’anno. Lanigra spiega che il turismo che arriva al pronto soccorso non coincide necessariamente con l’immagine classica dell’estate piena. I mesi più intensi possono essere aprile, maggio, poi di nuovo ottobre. Questo perché Firenze non ha più soltanto una stagione turistica: ne ha molte, o forse una sola molto lunga. Il dato più delicato riguarda la provenienza dei pazienti. Nel 2025, su 36.770 accessi, 21.044 riguardano persone residenti nel Comune di Firenze: circa il 57%. Il resto, più o meno il 43%, riguarda persone che non risultano residenti nel Comune. Dentro questa quota rientrano tuttavia categorie diverse: residenti nel resto della Città Metropolitana, persone residenti in altre parti d’Italia, nell’Unio
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