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Meta patteggia: 17 miliardi di dollari per chiudere il processo sulla dipendenza dai social

30/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 😊
Il più grande processo contro i social finisce con un assegno da 17,1 miliardi di dollari. Meta ha raggiunto un accordo con i procuratori generali di 47 Stati americani, Washington D.C. e alcuni territori, chiudendo il procedimento che accusava Facebook e Instagram di essere stati progettati per creare dipendenza nei più giovani e di aver nascosto i rischi per la loro salute mentale. Il processo era iniziato pochi giorni fa in California e avrebbe potuto costare a Meta centinaia di miliardi di dollari in caso di sconfitta. L’azienda, che non ammette alcuna responsabilità, ha scelto invece di patteggiare e di accettare una serie di modifiche al funzionamento delle sue piattaforme. La più importante riguarda il tempo passato online. Per gli adolescenti arriverà un limite predefinito di due ore al giorno complessive su Facebook e Instagram, accompagnato da pause che interromperanno l’utilizzo continuativo. Di notte le app saranno bloccate, mentre durante l’orario scolastico le notifiche verranno disattivate. Previsti anche controlli più severi sull’età degli utenti, strumenti più semplici per i genitori e restrizioni sui filtri estetici e sulla visualizzazione dei “like”. Ma c’è un dettaglio ancora più interessante. Una parte del pagamento, circa 5 miliardi di dollari, è legata a ciò che faranno le altre piattaforme: se TikTok, YouTube e Snapchat accetteranno misure analoghe, Meta dovrà versare l’intera somma prevista. L’obiettivo è quindi trasformare il patteggiamento in un nuovo standard per tutto il settore. Meta ha già lanciato un appello ai concorrenti: «Queste protezioni saranno davvero efficaci solo se TikTok e YouTube metteranno in atto le stesse misure». Il processo si chiude così senza una sentenza sulla responsabilità di Meta. Ma il messaggio degli Stati americani è difficile da ignorare: per la prima volta un colosso dei social accetta di cambiare concretamente il modo in cui i suoi prodotti vengono utilizzati dai più giovani, pagando miliardi per evitare che sia un giudice a decidere quanto quelle piattaforme abbiano contribuito alla loro dipendenza.
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