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Container, porti sotto pressione. È l’escalation della merce cinese
Genova – In questo momento, circa un quinto della flotta portacontainer globale (in termini di capacità) è ferma in attesa di entrare dentro a un porto. Il fenomeno riguarda tutti i grandi snodi marittimi globali. O quasi. Perché dalle mappe di Linerlytica, la società di consulenza asiatica che si occupa di questo particolare tipo di monitoraggio, si vede chiaramente che il problema non riguarda i porti della Costa Occidentale degli Stati Uniti, da sempre terminale della merce in arrivo dalla Cina. L’effetto dei dazi ma non solo Come ha spiegato ieri al Secolo XIX Paolo Pessina, presidente di Federagenti, molta di questa congestione è dovuta alla pressione dei prodotti asiatici, meglio dire cinesi, sull’Europa. Allora viene da chiedersi: non è che i porti europei si stanno intasando anche perché, per effetto dei dazi, le banchine Usa non ricevono più? “Sì, e si tratta di un fenomeno in atto non da ieri, ma che oggi sta subendo un’ulteriore accelerazione – risponde Alessandro Pitto, presidente della Fedespedi, l’associazione italiana degli spedizionieri -. L’export dalla Cina verso l’Europa è cresciuto del 18,5% in giugno, contro il 7,6% del mese precedente”. CONTINUA A LEGGERE QUI L’ARTICOLO
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